#ilpuntodimacchia: La qualità dell’informazione in tempo di pandemia

La legge dell’audience e il clima di contrapposizione e odio cavalcato scientificamente dai social

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Una delle conseguenze della pandemia è stata quella di evidenziare sotto varie forme quanto questa abbia avuto un effetto di portata non certo trascurabile nel mondo della politica. Ho già scritto in proposito come quella che è stata definita una debacle del ceto politico italiano possa, sotto la spinta del nuovo corso Draghi, trovare impulso e occasione per rinnovarsi in una direzione che sia auspicabilmente meno populista e più tendente alla creazione di un nuovo modello di sviluppo e di civiltà. 

Un altro non trascurabile effetto la pandemia lo ha tracimato sul mondo dell’informazione. Veniamo già da un periodo ormai non breve durante il quale ci siamo assuefatti alla costante invadenza di opinionisti, quasi sempre gli stessi, che sui giornali, ma specialmente in Tv, ammanniscono al pubblico le loro verità assolute, spesso dimenticando di aver sostenuto tesi o opinioni contrarie a quelle del giorno fino a poco tempo prima. 

Ma si sa, le Tv specialmente obbediscono alla legge dell’audience in nome della quale si privilegiano le posizioni meno ponderate, a volte ragionevoli, in favore di quelle più sensazionalistiche che servano ora a innescare delle polemiche sempre uguali a sé stesse – anche perché spesso tra i medesimi interlocutori – o a favorire l’attacco verso il politico reo di turno. 

Ma da un anno dobbiamo registrare anche la costante presenza di epidemiologi, virologi, medici, professori universitari ed esperti del Comitato Tecnico Scientifico, anche loro di sovente gli stessi in ogni trasmissione, che “rimbalzano” da una rete all’altra con messaggi giusti, confortanti e tuttavia ogni tanto in contraddizione, ma soprattutto alcuni con la malcelata consapevolezza di esser diventati delle star. 

In un clima di perenne caccia alle streghe, spesso non mancano di essere ospitati pure Magistrati, anche qui mi sovviene un solo nome, ma eviterò di farlo per ovvi motivi di salvaguardia personale, che devono contribuire nella messa in scena quotidiana tesa ad additare il/i colpevole/i e alimentare quindi il clima di odio che, a dispetto del “#andràtuttobene”, sospetto sia diventato uno dei principali fili conduttori. 

Nonostante appartenga alla categoria da alcuni decenni, non sono solito prender le difese degli Avvocati, tanto più che in quel clima cui accennavo prima risulta un metodo sicuro per attirarsi ben altro che simpatie o condivisioni. Ma tant’è. 

Rilevo quindi che gli Avvocati, insieme ai burocrati a vario titolo, sono sovente accusati – ça và sans dire – delle peggiori nefandezze, ma mai – provare per credere a ricordare una volta di un Avvocato ospitato in un talk show – invitati a esporre le proprie ragioni di principio diciamo non quelle dei propri difesi. 

L’ultima accusa che ci viene rivolta è quella legata alla richiesta avanzata dagli Organi rappresentativi dell’Avvocatura siciliana di avere una priorità per la somministrazione dei vaccini anticovid. Io stesso ho, in forza della finestra di “privilegio” aperta, ricevuto l’ok a una prenotazione per i prossimi giorni, ma non so se le nuove disposizioni emanate – che pare pongano nel nulla quelle priorità ottenute – mi consentiranno di riceverlo. Rilevo, solo per completezza di informazione e salvo il diritto di critica di ognuno specialmente tra quelli che a vario titolo si sentirebbero più legittimati degli Avvocati a ricevere prima l’antidoto agognato, che giornalmente e qualche volta più di una volta al giorno ricevo email del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati che avverte gli iscritti di come uno o più colleghi abbiano scoperto la loro positività al covid; segue elenco di aule, cancellerie o uffici giudiziari vari dove questi si sono recati negli ultimi giorni. Ciò a testimonianza concreta di come la frequentazione dei Palazzi di Giustizia sia niente affatto sicura. 

Non desidero tuttavia argomentare una difesa di ufficio della categoria, ma porre l’accento sulla questione per evidenziare quanto questo aspetto contribuisca a alimentare quel clima di odio diffuso che avverto come un aspetto assai pericoloso e che rischia di avvelenare le nostre esistenze ben dopo la auspicabile vittoria contro il virus. 

Proverò molto sinteticamente, a mo’ di paragrafi di uno scritto difensivo, a ricordare che:
Gli Avvocati sono quelli che si vedono additati – tutti eh! non solo il difensore tizio o caio – come i perfidi (quando va bene) difensori dei peggiori delinquenti, dimentichi tutti, spesso anche chi come gli addetti alla informazione pubblica dovrebbe conoscere e divulgare principi costituzionali imprescindibili, di come il diritto alla difesa vada garantito a tutti.
L’Avvocato è quello che difenderà con tutto se stesso tuo figlio che ha procurato lesioni gravi in un incidente a qualcuno comparso sulla sua strada mentre guidava magari dopo aver bevuto due birre, ma è tuo figlio e Tu sai che non è un cattivo ragazzo.
L’Avvocato è colui che cercherà – e gliene sarai grato a vita – di “approfittare” dei termini di prescrizione in un processo penale, magari per un reato minore ma che sai di non aver commesso, consentendoti di venir fuori dalla gogna di un processo infinito.
L’Avvocato è colui che giornalmente soffre e si indigna di ogni sopruso giudiziario o della lentezza esasperante della macchina giudiziaria mentre a dispetto di ciò continua a coltivare una fede quasi irragionevole nella Giustizia.
L’Avvocato è colui che potrebbe spiegare a quel Magistrato spesso invitato in tv come il diritto di difesa è patrimonio di civiltà irrinunciabile e potrebbe spiegare pure con miriadi di esempi come sia facile oltre ogni possibile immaginazione trovarsi inspiegabilmente e ingiustamente coinvolto in un processo penale della più varia natura che rischia di tenerti imputato a vita. Conseguenza quest’ultima della abolizione della prescrizione voluta dal prode Bonafede.
L’Avvocato potrebbe spiegare come, al contrario di quanto detto poco tempo fa in tv da quello che fino a poche settimane addietro era il nostro (sic!) Ministro della Giustizia, non sia vero che in galera non ci finiscono gli innocenti. 

Mi preme ribadire che ho voluto solo fare degli esempi e non sciorinare una difesa della categoria ma solo offrire spunti di riflessione per capire come questo gioco ad escludendum operato dai media non faccia che alimentare quel clima di contrapposizione e odio che non dimentichiamo viene cavalcato scientificamente invece dai social – assai istruttivo guardare il documentario Social Dilemma – che letteralmente lucrano sulla frustrazione di ognuno dei propri utenti. 

Resto sempre convinto – ma del resto mi definisco da tempo un “………. idealista” e il termine o aggettivo che precede lo lascio alla immaginazione di chi leggerà – che ognuno di noi nella consapevolezza di una criticità più o meno grave può operare nel proprio piccolo perché si rimedi. 

Osservo per finire che un capitolo a parte che mi prefiggo di affrontare, analogo per certi versi a quello degli Avvocati, riguarda i famosi burocrati spesso additati insieme agli avvocati come il male assoluto. 

P.S.: Se qualcuno dei miei pochi ma affezionati lettori avesse notizie di qualche risposta arrivata ai quesiti posti agli esponenti del Governo Regionale guidato dal prode Nello, me lo segnali perché io non riesco a trovarne.

 

Francesco Macchiarella

 

 

 

 

 

 

 

 

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