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Al via “Le Vie dei Tesori” edizioni 2022, ma Monreale non c’è

Sardisco: “Le Vie dei Tesori ha un costo, contiamo nel prossimo anno, adesso abbiamo valorizzato il territorio con manifestazioni e attività di animazione culturale diversificate”

MONREALE – La Chiesa di Maria Santissima degli Agonizzanti con i suoi stucchi serpottiani, l’antica Biblioteca Ludovico II De Torres, Palazzo Cutò nell’antico quartiere Ciambra, la Chiesa di San Vito coeva del Duomo Normanno, ed ancora il Santuario Maria SS. Addolorata al Calvario delle Croci del 1815, il SS. Crocifisso alla Collegiata con gli stucchi serpottiani al suo interno, e poi le esperienze all’interno del laboratorio del forno Litria nel quartiere Carmine o in quelli dei maestri mosaicisti monrealesi. E non finisce qui, ci sono (c’erano) anche le passeggiate all’antico monastero-fortezza di età normanna, il Castellaccio, quelle tra i vicoli monrealesi e i cortili di Pozzillo e San Vito fino al quartiere dell’Orto, o nel borgo fascista Domenico Borzellino, mai abitato.

Sono questi alcuni tesori, quei luoghi del cuore, che per ben due anni sono stati aperti a turisti e visitatori all’interno della rassegna “Le Vie dei Tesori”, ma che quest’anno rimarranno chiusi al grande pubblico.

Ottobre è il mese che “le Vie dei Tesori”, il più grande circuito di promozione del patrimonio culturale e paesaggistico della Sicilia, dedica ai siti della provincia di Palermo. Tra questi, nell’edizione 2022, non compaiono quelli della città di Monreale.

“Quest’anno – spiega l’assessore Letizia Sardisco – abbiamo cercato di valorizzare il territorio con manifestazioni e attività di animazione culturale diversificate: dalla rassegna teatrale per bambini che ha restituito alla cittadinanza tutta la bellezza di Villa Savoia, al BalhART Buskers Fest che ha messo in risalto il fascino di Largo Cutò nel quartiere Ciambra e di Largo Odigitria al Carmine, trasformati per l’occasione in palcoscenici naturali. Per poi far rivivere, finalmente, con il food fest la serenità di trascorrere delle serate conviviali in giro per la nostra cittadina gustando i prodotti del nostro territorio”.

Al termine delle due scorse edizioni scrivevamo su queste colonne come la manifestazione avesse registrato un grosso interesse tra il pubblico, soprattutto per le passeggiate a palazzo Cutò, alla Biblioteca Ludovico II De Torres, al fiume Sant’Elia (quest’ultima, unica iniziativa che il Comitato Pioppo Comune è riuscito a fare inserire quest’anno, assieme alla passeggiata alla Fontana del Lupo voluta dalle Pro Loco di Monreale e Altofonte e ad una tappa del Cammino dei Mille su cui ha lavorato la Pro Loco di Monreale). 

Vie dei Tesori: inserite Fontana Lupo, Fiume Sant’Elia e due tappe del “Cammino dei Mille”

Il riscontro positivo delle due precedenti edizioni aveva fatto ben sperare sulla istituzionalizzazione di una iniziativa che, oltre a consentire ai visitatori di conoscere il ricco patrimonio monumentale, artistico, gastronomico e naturalistico monrealese, avrebbe dato nuova linfa al settore turistico, con benefici per gli operatori del settore. Ristoratori, tassisti, commercianti, ma anche strutture ricettive, per il richiamo di pubblico proveniente da tuta la Sicilia.

“Abbiamo “aperto” i nostri tesori e reso fruibile ai tanti curiosi visitatori la ‘bellezza diffusa’ di cui è ricca la nostra Città”, affermava al termine della prima edizione con grande soddisfazione l’allora Assessore ai Beni Culturali e Unesco Ignazio Davì.

Una buona riuscita (testimoniata dai numeri registrati, per niente scontati in tempo di Covid, era il settembre 2020) dovuta anche alla sinergia tra i vari enti scesi in campo, tra cui la Diocesi di Monreale, l’associazione culturale Venero, la Pro Loco di Monreale, il Comitato Pioppo Comune, la famiglia la Bruna proprietaria di palazzo Cutò, e i tanti volontari che avevano contribuito a tenere aperti i monumenti, nel rispetto delle normative Anticovid.

L’anno successivo era il nuovo assessore ai Beni culturali Letizia Sardisco a confermare la sua soddisfazione per la riuscita della manifestazione. “Nel primo giorno del Festival è risultato evidente il bene più prezioso di questa manifestazione: sono i ragazzi volontari (della Pro Loco, ndr) senza i quali l’iniziativa non potrebbe essere realizzata. Competenza, entusiasmo, amore per l’ambiente che li circonda, ma soprattutto, fiducia per il futuro e per il paese in cui vivono”. Perché un risultato da non sottovalutare del festival dedicato alle bellezze monrealesi è stato anche il senso di appartenenza alla propria terra e di consapevolezza del patrimonio da proteggere emerso tra le nuove generazioni.

Le Vie dei tesori, oltre a rappresentare un appuntamento straordinario per i turisti, costituiscono infatti una straordinaria occasione di riappropriazione per i cittadini dei loro luoghi. La cui valorizzazione, secondo la mission de “Le vie dei tesori”, passa proprio attraverso l’apertura al pubblico dei tesori dell’Isola con un forte coinvolgimento della comunità.

“Il circuito delle Vie dei Tesori – ci conferma la Sardisco – è sempre presente nell’attenzione dell’Amministrazione ma, avendo un costo, si è ritenuto di doverlo alimentare con nuove idee ed iniziative che contiamo di mettere in atto il prossimo anno”.

Vie dei Tesori: inserite Fontana Lupo, Fiume Sant’Elia e due tappe del “Cammino dei Mille”

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