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Oggi sfatiamo il mito “la frutta si mangia lontano dai pasti”!

C’è chi dice che fermenta nell’intestino e causa gonfiore, chi invece da sempre chiude il pasto con un frutto

Oggi sfatiamo il mito “la frutta si mangia lontano dai pasti”!

C’è chi dice che fermenta nell’intestino e causa gonfiore, chi invece da sempre chiude il pasto con un frutto. 

La risposta alla domanda “frutta dopo i pasti: sì o no?” è: dipende.

La frutta è un ottimo alimento, fa bene alla salute e rappresenta una componente fondamentale in una dieta sana ed equilibrata. 

Apporta infatti ottimi quantitativi di:

  • fibre, che favoriscono il corretto funzionamento dell’attività intestinale;
  • sostanze ad azione antiossidante;
  • vitamine e sali minerali;
  • acqua.

Secondo diversi studi scientifici il consumo di almeno 5 porzioni di frutta e verdura al giorno è associato a un minore rischio di sviluppare numerose malattie, per questo le Linee Guida per una sana alimentazione della Società Italiana di Nutrizione Umana (Sinu), raccomandano di mangiarne almeno 3 porzioni al giorno, in qualsiasi momento della giornata.

Quali sono i vantaggi del consumo di frutta durante il pasto? Alcune preziose sostanze contenute all’interno dei frutti che consumiamo, se combinate correttamente, posso supportare e favorire i processi metabolici, digestivi e di assorbimento di altre sostanze introdotte attraverso la dieta giornaliera. 

Ad esempio:

  • la bromelina, un enzima proteolitico contenuto in alcuni frutti come l’ananas, favorisce la degradazione proteica, facilitando e migliorando il processo digestivo;
  • la vitamina C facilita l’assorbimento del ferro presente nelle verdure e  in altri alimenti di origine vegetale;
  • le fibre solubili contribuiscono a rallentare l’assorbimento  degli zuccheri limitando il picco glicemico;
  • il tipico sapore acidulo, infine, manda all’organismo il segnale che il pasto è terminato.

Quali possono essere invece gli svantaggi del consumo di frutta a fine pasto?

Sicuramente dare origine a dei processi di fermentazione e creare un accumulo di gas nell’intestino con conseguente sensazione di gonfiore. Ma questo fenomeno si verifica in persone particolarmente sensibili, magari affette da una malattia intestinale. Alcuni esempi tipici sono colite ulcerosa, sindrome dell’intestino irritabile, sibo, meteorismo. In questo caso quindi il problema non è la frutta!

Oltretutto, spesso è aggiunta a pasti fin troppo ricchi in carboidrati, come pasta e pane, facendo innalzare inevitabilmente il picco glicemico.

Non dimentichiamoci però che la frutta fresca può far parte di uno spuntino sano e gustoso o di una colazione completa, associata ad una fonte proteica e lipidica.

Concludendo, non affidatevi alle “leggende metropolitane” ma chiarite i vostri dubbi con un professionista della nutrizione.

Loriana Caruso – dietista

Loriana Caruso – dietista – https://www.facebook.com/loriana.dietista/

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