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“Salva la tua lingua locale”, grande partecipazione di monrealesi al concorso nazionale a tutela delle lingue locali

Il patrimonio sedimentato nelle lingue locali racconta la storia di un popolo e il siciliano, con le sue stratificazioni che riflettono i diversi popoli che nei secoli diventano siciliani, è ricco dei più diversi influssi

MONREALE – Pubblico numeroso e grande partecipazione per la prima edizione monrealese di “Salva la tua lingua locale”, il concorso nazionale arrivato alla decima edizione e insignito della medaglia del Presidente della Repubblica. 

La tutela delle lingue locali è una delle azioni avviate dall’Unpli – acronimo che significa Unione Nazionale Pro Loco d’Italia – per la tutela del patrimonio immateriale. E sembrano due parole in contraddizione, nella percezione comune niente unisce la concretezza del patrimonio all’essere immateriale. Per comprenderne il significato bisogna partire dalla riflessione che il patrimonio culturale di un popolo non si limita ai monumenti, per quanto ricchi possano essere. È qualcosa di più vasto che comprende l’enorme continente delle tradizioni e quindi anche dei giochi, delle feste e delle ricette di cucina. Soprattutto comprende le tante lingue locali, sempre a rischio di estinzione sotto l’incalzare della modernità.

Il patrimonio sedimentato nelle lingue locali racconta la storia di un popolo e il siciliano, con le sue stratificazioni che riflettono i diversi popoli che nei secoli diventano siciliani, è ricco dei più diversi influssi. Per limitarci alle radici più antiche e profonde, basti pensare che ancora resistono le parole derivate dal greco, come u bummulu ad esempio: ce lo ricordiamo?  Anche annacari e babbaluci sono termini greci. Dal latino proviene un’infinità di parole, pare che buona metà del lessico debba più di qualcosa alla lingua di Cicerone, da cui derivano u trispitu, u capizzu, nutricari, filinia, muscaloru e tanto altro. Direttamente dal latino deriva anche la struttura sintattica del siciliano, che talvolta è più vicina alle origini latine che non al corrente italiano.

La manifestazione della Pro Loco di Monreale nasce con l’obiettivo di raccogliere i concorrenti locali e presentarli al concorso nazionale: la presidente Amelia Crisantino ha detto che da un paio di anni si tentava di fare partecipare i monrealesi, sino ad oggi con scarsi risultati. Così quest’anno s’è cambiato tattica: la Pro Loco di Monreale si è proposta come intermediaria per presentare i monrealesi al concorso nazionale, ed è stato un successo. La partecipazione è andata oltre le più rosee aspettative, concorrenti tutti molto bravi e una rosa di temi che contraddice la teoria secondo cui il dialetto può servire solo per comunicazioni poco sofisticate. La speranza che qualcuno dei concorrenti monrealesi possa aspirare a un traguardo nazionale è nell’aria, in tempi rapidi si saprà qualcosa. La premiazione avverrà nel mese di dicembre in Campidoglio: l’ultima volta il terzo posto per la prosa inedita è stato assegnato ad Antonella Vinciguerra, monrealese d’adozione che ieri sera, da ospite fuori programma, ha letto il testo premiato.

Hanno partecipato con i loro scritti: Valentina Intravaia, Totò Mangiacavallo, Giusi Salamone, Giusi Giurintano, Mariella Sapienza, Aldo Sciarratta, Benedetto Rossi, Liliana Rossi, Cristina Sbacchi, Giuseppe Giurintano. Musiche eseguite da Chiara e Sara Grimaudo; alcuni autori hanno chiesto la mediazione di un lettore e ci sono stati anche Francesca Vaglica, Antonella Vaglica, Antonio Minasola e Marco Sferruzza della “Compagnia in Valigia”; luci della “Compagnia Tritone” . Questa prima edizione monrealese di “Salva la tua lingua locale” è stata curata da Maria Grazia Scognamiglio. 

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