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Curarsi con i libri: ad ogni sentimento un libro

Curioso e spassionato prontuario su cosa leggere quando si affrontano avversità

Siamo umani e fin qui la cosa è oggettiva. Abbiamo molti sentimenti, viviamo a seconda di come ci svegliamo, degli impegni del giorno, delle interazioni avute o mancate con altre persone. A volte siamo spugne che assorbono qualsiasi cosa, altre volte riusciamo ad isolarci perché ci sembra molto più conveniente farlo. Siamo questi e non possiamo negarlo. Quando amiamo, ci arrabbiamo, piangiamo o semplicemente ci annoiamo o siamo stanchi di qualcosa o qualcuno, dobbiamo trovare un espediente adatto come rifugio interiore. Leggere può essere una buona soluzione, non La soluzione, sia chiaro (nessuna pretesa salvifica).

Ella Berthoud (pittrice ed insegnante d’arte) e Susan Elderkin (scrittrice) sono due amiche che si sono conosciute frequentando il corso di letteratura inglese all’università di Cambridge. Si sono avvicinate conversando e scambiandosi molti romanzi e racconti. A distanza di anni hanno deciso di redigere un curioso e spassionato prontuario su cosa leggere quando si affrontano avversità. L’hanno chiamato Curarsi con i libri (Sellerio, 696 pp., 14 euro). Per ogni momento di tristezza, rabbia o anche male fisico c’è un libro specifico che ha l’ambizioso compito di guarire il paziente lettore. Ad esempio si possono trovare suggerimenti come Fenoglio per chi soffre d’amore, Hemingway per chi soffre terribili mal di testa, Calvino ottimo medicinale per i reumatismi. Ad ogni singolo momento corrisponde un libro che le due autrici prescrivono annotando qualche traccia biografica della scrittrice o scrittore.

Leggere può aiutare a creare sintonie con sè stessi, a facilitare (perché no) un confronto con altre persone che leggono, ad evitare che potenziali mali interiori possono dominare sulla nostra mente. Importante è cominciare a non concepire i racconti come necessari, salvezze, ultimi approdi e cose così. I libri e ciò che raccontano sono oggetti imperfetti che raccolgono le storture di chi ha scritto o di chi è stato descritto. Leggere è un modo adeguato di essere consapevoli delle proprie imperfezioni, dei quotidiani sbalzi d’umore e di forze fisiche. Un modo alternativo allo sbraitare, distruggersi e distruggere. A piccole dosi, pian piano e via senza pensare a niente e nessuno.

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