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“Tutto quello che so sull’amore”: un viaggio nella crescita personale ed esistenziale di una ventenne che si affaccerà sui trenta

Raccontare un percorso di crescita passando per sbagli e fallimenti

Non si giudica mai un libro dalla copertina, mai. Però il libro in questione attira proprio per essa. Colore giallo, una serie di parole tagliate con la penna rossa e una sola rimasta: l’amore. Tutto quello che so sull’amore (Rizzoli, 348 pp., 17.50 euro) della scrittrice e giornalista britannica Dolly Alderton è un viaggio nella crescita personale ed esistenziale di una ventenne che si affaccerà sui trenta. Il titolo forse può ingannare; si potrebbe pensare che sia l’ennesimo racconto autobiografico sulle proprie vicende amorose. L’amore, in questo caso, è solo una minima parte dell’intenzione narrativa dell’autrice.

Raccontare un percorso di crescita passando per sbagli e fallimenti: questo è l’obiettivo. La protagonista, Dolly, è una ragazza che si affaccia ai primi anni 2000 e tenta di districarsi nelle novità di quel tempo ossia l’arrivo dei primissimi social (quando ancora Whatsapp e Tik Tok non erano nei pensieri di nessuno). Chattare le consente di affacciarsi, in modo alternativo, verso il prossimo e fare delle prime amicizie alternative. Poi arriverà il momento di Exeter, il periodo universitario. Un momento di grandi sogni, enormi sbagli, divertimento fine a sé stesso, svago quasi senza limite e così via. L’ambizione di diventare giornalista la spingerà a Londra. Cambia lei e la percezione verso sé stessa e il mondo.

Chi vive i vent’anni sa benissimo che trasuda un sentimento molto contrastante in cui convivono incoscienza, menefreghismo, impegno, timore, speranza e a volte un prematuro (ma non troppo) senso di malinconia. Quando si arriva ai trent’anni, si sa, si fanno i bilanci (cosa volevo fare, dove sono arrivato, cosa voglio davvero). Ognuno ha il suo momento di maturazione. C’è chi riesce ad averlo subito e chi deve attendere i trenta, chi non lo raggiunge mai. Per crescere bisogna sbagliare (tanto), cadere (tantissimo). Qualcosa è casuale, possiamo gestire parecchie cose ma non è sufficiente. Bisogna sbagliare. Solo così si può capire quanto siamo importanti per noi stessi, prima che per la società in cui viviamo.

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