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Da Monreale a New York per una mostra unica nel suo genere

‘Constancia. Donne e potere nella Sicilia mediterranea di Federico II’ sarà allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura a New York

“Sarà una mostra unica nel suo genere quella che verrà inaugurata il 7 marzo presso l’Istituto italiano di Cultura di New York con dei meravigliosi pezzi della nostra storia normanna”. A parlare è padre Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale di Monreale che, con la passione che sempre contraddistingue i suoi discorsi, ci racconta i dettagli della sorprendente ed interessantissima mostra.

“La mostra ‘Constancia. Donne e potere nella Sicilia mediterranea di Federico II’ sarà allestita presso l’Istituto Italiano di Cultura a Park Avenue e prenderà il via proprio il giorno antecedente la festa delle donne alla presenza dell’Ambasciatrice italiana negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, e del direttore dell’Istituto italiano di cultura della grande mela, Fabio Finotti. Da Monreale partiranno 4 pezzi: l’Odigitria, un capitello e una base in porfido della tomba di Guglielmo I, un pezzo di marmo mosaicato della transenna della Cattedrale e l’Evangelistiario della biblioteca Torres che re Guglielmo II volle per la sua Cattedrale d’oro, tutti pezzi assolutamente unici e sorprendentemente preziosi. Da Palermo inoltre partiranno altri pezzi altrettanto unici ed importanti”.

La mostra newyorkese affronta il tema del rapporto tra donne e potere alla fine del periodo normanno e federiciano e ripercorre lo spazio italo-europeo e Mediterraneo, rappresentato dal mondo di Federico II e Costanza d’Aragona attraverso una raccolta di beni preziosi dalle Cattedrali e dalle collezioni diocesane di Palermo e di Monreale, dalla Biblioteca comunale e dalla Cappella Palatina di Palermo, dal Museo archeologico Salinas e dalla Galleria di Palazzo Abatellis, dalle collezioni dell’Assemblea Regionale Siciliana, oltre che da collezioni private.

“Tra i pezzi partiti per il viaggio transoceanico si trova la grande icona della Madonna Odigitria di Guglielmo II, tavola di committenza normanna che, secondo Hans Belting, grande studioso di pittura altomedievale, rappresenta il primo esempio di pittura alla greca d’Italia. La tavola non finisce di sorprenderci anche per le sue dimensioni atipiche, fuori dal normale: è alta 1,70 m, larga 1,31 m e ha uno spessore di 3 centimetri e la tradizione vuole che si trovasse al capezzale di re Guglielmo che successivamente donò alla Cattedrale. All’inizio la pala trovò collocazione nella zona dell’altare maggiore, poi venne spostata nella controfacciata della chiesa ma nel 1811, dopo la nuova sistemazione successiva all’incendio, fu portata al Palazzo Arcivescovile e poi ancora al museo diocesano. Finchè Monsignor Pennisi decise di riportarla in Cattedrale dove assume un’altra vita, un valore strettamente connesso con il contesto sacro di appartenenza”.

I tesori che verranno messi in mostra nella città statunitense sono partiti via terra alla volta di Milano da dove, con un volo speciale organizzato appositamente, raggiungeranno gli Stati Uniti. Ad occuparsi del trasporto la Ditta specializzata in allestimenti museali “Floridia” di Grammichele.

“È la prima volta che la preziosa Odigitria varca i confini nazionali – continua don Nicola -. Era già stata a Palermo circa 15 anni orsono e poi anche a Rimini ma non era mai uscita dall’Italia. Adesso andrà in territorio americano e con molta probabilità al ritorno passerà da Cremona dove verrà esposta nell’ambito di una mostra dedicata alla pittrice cremonese del tardo rinascimento Sofonisba Anguissola che ebbe importanti legami con la nostra terra”.

Un patrimonio che appartiene al mondo e che è giusto che il mondo ammiri, un patrimonio da custodire e da amare ma che non ci appartiene: ne siamo semplicemente custodi.

 

Nelle foto: le operazioni di imballaggio e partenza dell’Odigitria

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