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Il Paradiso di Dante nel Duomo di Monreale, l’intervista a don Nicola Gaglio

I segreti nascosti tra le righe della Commedia e la strettissima connessione con la Cattedrale di Monreale

Un appuntamento da non perdere l’incontro di giovedì 11 novembre su Dante e la sua Commedia. Con un interprete d’eccezione, il professor Franco Nembrini che, agli studenti la mattina e a tutti nel pomeriggio, racconterà “Dante nel Paradiso di Guglielmo II”.

Abbiamo parlato a tal proposito con don Nicola Gaglio, parroco della Cattedrale di Monreale, magnifica cornice che ospiterà l’esclusivo evento, chiedendogli di svelarci i segreti nascosti tra le righe della Commedia e la strettissima connessione con la Cattedrale di Monreale.

“La commedia di Dante è un’opera immensa e preziosa che si caratterizza, certo, per la sua pluridisciplinarità ma è soprattutto una commedia teologica. – dichiara don Gaglio – L’appuntamento dell’11 novembre ha dunque un carattere ecclesiale, saranno invitati i frequentanti delle scuole di teologia di base, i catechisti, gli operatori pastorali delle parrocchie, è un appuntamento un po’ più “ad intra” proprio per questa sua natura teologica ma è comunque aperto a tutti e chi vuole può senz’altro partecipare. È un’occasione particolare e ospitare uno dei maggiori interpreti di Dante, Franco Nembrini nell’anno del centenario, è di certo un’opportunità di spessore. E poi, come sapete, la mattina dello stesso giorno verranno coinvolte in streaming le scuole della Diocesi.

È bene riservare un’attenzione particolare ai nostri ragazzi, cittadini del futuro, ed è per questo che cerchiamo di coinvolgerli il più possibile, così come abbiamo fatto durante la Settimana di Musica Sacra, in cui sono stati organizzati degli incontri e dei concerti proprio dedicati a loro.

Questo evento dedicato a Dante, come d’altronde la maggior parte dei concerti della Settimana di Musica Sacra, è pensato e organizzato nel più grande rispetto della Cattedrale. Non dimentichiamo mai che ci troviamo in un contesto sacro, unico ed imponente e tutto ciò che viene realizzato al suo interno, entrando in punta di piedi, non può prescindere dal contesto. Tutte le iniziative dunque devono entrare rispettosamente in relazione con il contesto della Cattedrale che, lo sottolineo sempre, non è un palcoscenico per musica o eventi ma ha la sua potenza sacra che permea chi vi entra”.

 

Ma torniamo all’evento relativo a Dante. Partiamo dal titolo: “Dante nel Paradiso di Guglielmo”. Perché questo titolo?

“Proprio perché ci approcciamo a Dante dentro quella realtà che per Guglielmo, con spirito fondazionale, fu il suo Paradiso; e la Cattedrale con la sua luce e la sua magnificenza sta ad indicare proprio il Paradiso tanto che l’approccio ad essa avviene tramite la piazza del Paradiso, il portico del Paradiso, la porta del Paradiso e dunque vogliamo leggere Dante all’interno di questo Paradiso. La Cattedrale dunque vista come forma di questo Paradiso e non è un caso che la figura di Guglielmo venga posta da Dante nel ventesimo canto del cantico del Paradiso, proprio nell’occhio dell’aquila ove risiedono gli spiriti dei principi giusti.

Ed infine, pensateci, venire a Monreale significa lasciare la pianura per arrivare in cima ad un monte, in un luogo in cui il cuore si apre: la Cattedrale, le cui stesse pareti, sebbene chiudano un luogo tuttavia lo amplificano. E quest’ascesa verso Monreale è come l’ascesa di Dante dall’inferno verso il Paradiso.

Se ci riflettete, nel cuore dell’uomo c’è costante il desiderio che lo porta a superare l’imperfetto in cui vive e attraverso l’arte, la letteratura, la musica, l’architettura, percepire una realtà che lo trascende: la sua anima anela lo sciogliersi da questo laccio dell’imperfetto per arrivare ad un eterno bello. Ecco di cosa parliamo con la lettura della Commedia all’interno della Cattedrale”.

 

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