Quando abbiamo smesso di capire il mondo: sfide dell’umanità

Aneddoti su come la scienza (e l’uomo) hanno rivoluzionato il mondo

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Il cileno Benjamin Labatut, ha scritto un romanzo interessante per struttura ed intensità. Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 180 pp., 18 euro) è un’avvincente sintesi di come alcune scoperte scientifiche abbiano messo in risalto le capacità umane più di quanto s’immagini. Nel momento in cui il caso e l’incoscienza prendono forma, l’essere umano si esalta compiendo atti straordinari. Labatut mette insieme quindi momenti ideali della scienza moderna e personalità eccezionali per sottolineare quanto più possibile questo connubio imprescindibile uomo-scienza.

E si scopre così le vicende singolari di persone come Heisenberg che nell’isola di Helgoland si accorge che la scienza deve diventare “moderna” per supportare al meglio le complessità del mondo. Altra vicenda particolare sono quelle che portano alla scoperta del cosiddetto “Blu di Prussia” e del cianuro. Oppure suscita curiosità la vicenda di un chimico, Fritz Haber, al servizio della Germania tra prima e seconda guerra mondiale: casualmente riuscirà ad essere protagonista di diverse scoperte tra cui una micidiale (una sorta di insetticida che verrà utilizzato dai gerarchi nazisti nei campi di concentramento). La storia attualissima di Shinichi Mochizuki che, nel 2012, si rende protagonista di uno studio matematico complicatissimo con cui denuncia che la scienza ha bisogno di un nuovo respiro e nuove prospettive. In queste dinamiche si inseriscono anche personaggi come l’alchimista Dippel e il fisico Schrodinger.

Tutte queste persone vengono inserite abilmente da Labatut sotto un’unica dimensione: quella della rivoluzione. Una rivoluzione in grado di fare passi in avanti sempre, di fronte anche a condizioni estreme e difficili soprattutto quando sembra che tutto è scontato e prevedibile. In quel preciso istante l’umano deve avere la prerogativa di tentare, quantomeno, di esaltare la mente. In Labatut quindi non c’è solo la semplice esposizione di racconti di personaggi straordinari ma l’invito affinché la straordinarietà sia consuetudine oggi e domani. Tentare di scavalcare ostacoli materiali e culturali per affrontare al meglio un mondo sempre più difficile da capire, specie dopo una pandemia mondiale. Passa da qui la spiegazione del passato, la comprensione del presente e il tentativo di costruire il futuro. 

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