Monreale, 18 novembre 2017 – Ieri, presso la sala delle conferenze di Casa Cultura S. Caterina, ha avuto luogo una tavola rotonda sul tema “Con-filosofare. La filosofia come pratica dialogica di comunità”, evento programmato nell’ambito della celebrazione della giornata UNESCO della Filosofia. Esso è stato organizzato dalla Consulente per la Cultura del Sindaco, Prof.ssa Maria Rita Fedele, teacher in Philosophy for children/for community, e docente di filosofia presso il liceo scientifico E. Basile di Monreale.
Presenti alla Tavola Rotonda il Sindaco di Monreale Piero Capizzi, gli Assessori alla Cultura Giuseppe Cangemi e alla Pubblica Istruzione Nadia Battaglia, la Prof.ssa G. D’Addelfio, Docente di Filosofia dell’Educazione e di Pedagogia Generale presso il Corso di Studi in Scienze della Formazione Primaria dell’Università degli Studi di Palermo, e il prof. Antonio Cosentino presidente del Comitato Scientifico del Crif (Centro di Ricerca per l’indagine Filosofica).
Dopo i saluti istituzionali di rito, durante i quali il Sindaco ha auspicato per Monreale la necessità di supportare, con sempre maggiore cura e attenzione, eventi culturali di tale spessore, la Prof.ssa D’Addelfio ha spiegato, ad un folto pubblico costituito, prevalentemente, da docenti e dirigenti scolastici, cos’è la Filosofia per Bambini, introducendo brevemente la figura di Matthew Lipman, che di tale pratica fu l’ideatore. Lipman, professore di Logica alla Columbia University di New York, aveva constatato come i suoi studenti evidenziassero notevoli difficoltà relativamente al suo campo di docenza e di ricerca, ostacoli concreti che, in realtà, apparivano indipendenti dalla presunta complessità tipica della sua disciplina, considerata, universalmente, ostica da quasi la totalità degli studenti. I problemi, osservati da Lipman, nascevano, ha aggiunto la prof. D’Addelfio, dalla scarsa capacità di approccio euristico alla conoscenza, esercitata, in ambito scolastico, con modalità evidentemente poco efficaci se non del tutto inesistenti. La convinzione dello Studioso era supportata infatti dall’aver maturato la percezione di come gli studenti arrivassero al percorso universitario senza aver avuto mai, nel loro precedente ciclo di studi, la possibilità reale di riflettere, di attivare e sviluppare un pensiero realmente critico o divergente.
Tale appiattimento rischiava e rischia ancora oggi di vanificare la capacità di problem solving dei ragazzi, ove prima di perseguire la soluzione di un determinato problema, risulta necessaria una profonda percezione, conoscenza e riflessione sul problema stesso.
auspicabile la necessità di un approccio filosofico alla conoscenza,
Ecco perché diventa auspicabile la necessità di un approccio filosofico alla conoscenza, da avviare per i bambini all’interno di setting d’apprendimento destrutturati, rispetto alle più tradizionali moralità didattiche e in un assetto relazionale di condivisione comunitaria dell’esperienza filosofica, in grado di stimolare e sostenere una attività riflessiva comune e continua sugli argomenti propri del vivere quotidiano, che maggiormente interessano ogni essere umano.
Il prof. Cosentino, in maniera chiara ed esaustiva, ha rimarcato come negli ultimi anni si stia diffondendo nella società un evidente interesse, un bisogno quasi impellente di avvicinarsi alla ricerca e alla pratica filosofica, realizzando spazi e occasioni di riflessione, di confronto, di crescita, di riscoperta delle peculiarità più profonde dell’individuo, anche in contesti diversi da quelli tradizionalmente deputati alla ricerca filosofica.
bisogno quasi impellente di avvicinarsi alla ricerca e alla pratica filosofica
La pratica filosofica diventa una sorta di antidoto contro il rischio di un’omologazione e di una massificazione generale che ingabbia il pensiero individuale staticizzandolo in nome di una sempre più diffusa convergenza unanime verso strutture mentali rigide, pre-confezionate e condizionate da dictat sociali imperanti.
La ricerca e la pratica filosofica, pertanto, deve diventare anche un impegno etico, un traguardo, una finalità a cui approdare, affinché il pensiero riflessivo e personale possa riattivarsi e offrire un’opportunità reale a quanti vogliano avventurarsi in un percorso di riscoperta delle proprie potenzialità metacognitive, delle più profonde caratteristiche della propria dimensione umana.
La prof.ssa Fedele ha infine spiegato, mostrando esempi esaustivi e concreti, tratti della prassi determinata da esperienze dirette effettuate con i suoi studenti, come vengono avviate e condotte le sessioni di philosophy for children/for community. L’evento si è concluso con l’auspicio di una diffusione di tale pratica filosofica anche a Monreale, sulla base di una capillare formazione dei docenti, con il fondamentale coinvolgimento delle scuole del territorio.
“La comunità di ricerca è una sana organizzazione sociale che offre un positivo senso di appartenenza ai suoi componenti. Al suo interno, essi possono fare uso della ragionevolezza di rado praticabile nello scompiglio e nell’agitazione che caratterizzano il resto della loro vita. All’interno della comunità di ricerca possono, inoltre, rafforzare e apprezzare le loro stesse qualità e godere, così, di una maggiore autostima”
M. Lipman
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