Monreale, 8 ottobre 2016 – Seconda serata per Cuntu e Canto. In una sala suggestiva, con luci e ombre dai colori soffusi e smarginati, un crogiuolo di emozioni ha investito il pubblico di Villa Savoia. Poesia e narrativa espresse dalle calde voci dei lettori hanno riempito dei sentimenti della vita il silenzio dell’anima in attesa. Amori, delusioni, ricordi sono i protagonisti di Cuntu e Cantu, sentimenti comuni che in ogni incontro vengono reinventati dalle sempre nuove creazioni che interpretano la vita. Ninni Motisi e Anna Leto hanno dato l’avvio con il leitmotiv che dà nome alla manifestazione. La ballata di Rosa Balistreri. L’ultimo appuntamento con “Cuntu e Canto è calendarizzato per il 14 ottobre.
Gli autori come di consueto sono stati intervallati da “l’invito” alla lettura. Il primo dedicato a Gino strada, medico di Emergency. La narrazione è stato estratta da “Pappagalli verdi” testo in cui l’autore rappresenta le mine giocattolo quasi come fossero dei piccoli pennuti che svolazzano fino a posarsi sul terreno. I bambini attratti da queste particolari farfalle le raccolgono. Il nemico agisce casualmente, mutila e rende ciechi, zoppi i bambini. Non sono gli adulti i destinatari di questi attacchi subdoli ma i bambini, i bambini! Si decima, si stermina il futuro, il pensiero, la cultura. Il nemico lo sa che uccidere un bambino significa far morire una stirpe e lo fa! Parole dure, crude, reali quelle di Strada che deplorano la barbarie della guerra e spingono a fare volontariato nei paesi tormentati dai conflitti. La Compagnia dei Normanni si è fatta portavoce di Emergency spronando a collaborare con l’associazione di cui fa parte Gino strada.
La serata si è conclusa con la lettura di una favola di Italo Calvino: “Giufà e l’otre”, favola appartenente alla nostra tradizione popolare ripresa anche dal Pitrè. La morale è palese. Lo sciocco che non ha un suo pensiero, che non possiede capacità critica, non sa discernere e sarà bastonato dalla vita. I bambini e i ragazzi devono essere educati al pensiero critico che sa rendere liberi. Un personaggio “insolito” ha intrattenuto il pubblico di Villa Savoia, Il cantastorie, figura perfettamente aderente al tema della serata: u cuntu! Ninni Motisi è uno dei pochi cantastorie rimasto che rievoca il passato rendendolo aderente al presente. Gli artisti che hanno allietato la serata sono di seguito riportati in ordine di apparizione con a fianco i titoli delle opere.
Piero Trapani- È l’alba; Intrecci
Maria Madonia- Riflessioni
Rosi Mineo- Nuova vita
Mara Turdo- Incudine e ferro di cavallo
Ninni Motisi- Cunti
Giurintano Giuseppe- Non devo niente a nessuno; Ciatu miu
Antonella Schiera- Fimmina; Arbulu
Francesca Mercadante- a vanidduzza delle anatre.








