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Vita meravigliosa: il mondo secondo Patrizia Cavalli

Un modo di fare poesia sincero e vicino a tutti

Mercoledì scorso è scomparsa all’età di 75 anni la poetessa umbra Patrizia Cavalli. No, non è errore: lei ci teneva che venisse definita “poeta” e non “poetessa” (una volontà che continueremo a rispettare). Una morte che ha lasciato sgomenti molte lettrici e lettori, soprattutto sui social coinvolgendo un pubblico eterogeneo per età. Questo perché la poesia di Cavalli è sempre stata attuale, con fare contemporaneo, risultando sempre concreta nel leggere i turbamenti o i pensieri fluttuanti. Quello di Cavalli è stato un modo di fare poesia sincero e vicino a tutti. La poesia per lei rappresenta un modo di esporsi senza però la smania del consenso, dell’esserci a tutti i costi.

Due anni fa fu pubblicata l’ultima raccolta di poesie dal titolo Vita meravigliosa (Einaudi, 128 pp., 11 euro). Questa raccolta rappresenta una miscela di concetti su una quasi consapevole coscienza di un ultimo tratto del cammino. Ci sono poemetti che riflettono sulla natura, su quanta qualità esprima a dispetto della poca esperienza o consapevolezza dell’essere umano. La presenza di epigrammi comici o a tinte filosofiche è la conferma del suo inconfondibile stile, oltre alle varie poesie d’amore. Il breve poemetto Con Elsa in Paradiso è di per sé un omaggio a colei che la stimolò a scrivere i primi componimenti con quel “voglio vedere come sei fatta”; un poemetto in cui auspica una vita eterna che si dissoci dalla realtà e soprattutto dalla cosiddetta verosimiglianza.

L’eredità che lascia Cavalli è immensa e piena di spunti. Quel linguaggio immediato e senza eccessi di “tecnicismi” ha conquistato tutti e non si può dubitare che si continuerà a scoprirla da adesso in poi. Certo, il rischio di trasformarla in una nuova Bukowski è molto concreto (pubblicare foto ambigue e fuori contesto con sotto un estratto di una delle sue poesie). Questo è anche ciò che accade a chi dona le proprie parole ad un pubblico vasto. Già per questo bisogna ringraziare Patrizia Cavalli, la sua sincerità, il suo approccio alla verosimiglianza. Grazie ad un’importante poetessa, anzi poeta.

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