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Monreale: Benedetto Norcia, conoscere se stessi attraverso l’arte

"L'arte è una specie di bella maledizione o di brutta benedizione, perché guardo il mondo con questi occhiali speciali, qualsiasi cosa che percepisco mi arriva direttamente come se fossi senza pelle"

MONREALE – “L’elemento creativo è un elemento di necessità. Questa necessità nasce da una sintomatologia che percepisco attorno a me. L’arte è una specie di bella maledizione o di brutta benedizione, perché guardo il mondo con questi occhiali speciali, qualsiasi cosa che percepisco mi arriva direttamente come se fossi senza pelle”.

Benedetto Norcia, artista eclettico, poliedrico, ma anche “folle” e trasversale, nasce a Monreale. “Per me l’artista è la cartina di tornasole della società, l’anima più sensibile e colui che possiede il polso della società in cui vive”.

Fin dall’età di otto-nove anni manifesta un’appassionata attrazione per l’arte. Dopo la terza media si iscrive all’Istituto d’arte per il mosaico e contemporaneamente frequenta l’atelier di pittura e mosaico del maestro Pino Anselmo. Dopo aver completato la sua formazione scolastica, si trasferisce a Chiasso dove apre un atelier, frequentato sia dalle persone che amano il settore artistico sia da coloro che sono capaci di entrare nell’anima dell’artista attraverso la propria sensibilità.

Durante l’intervista, Benedetto Norcia spiega che l’arte rappresenta una delle forme più efficaci per esprimere se stesso, ma soprattutto di conoscere se stesso, come diceva l’oracolo di Apollo a Delfi. L’oracolo rivolgeva all’uomo l’invito ad indagare dentro di sé, per scoprire che l’essenza della nostra vita è dentro, non al di fuori di noi. È una valorizzazione dell’interiorità che offre motivi di riflessione all’artista.

“Quindi, l’artista è colui che riesce a dare con la sua opera consapevolezza e coraggio nell’affrontare il travagliato mondo interiore dell’essere umano. Qualsiasi cosa che c’è all’interno di una superficie pittorica è una cosa pensata, voluta, accidentalmente organizzata e coscientemente lasciata”. L’opera d’arte, per l’artista, è di per sé la creazione di un luogo altro, quell’Altrove dove vivono le idee e la poesia. “Non si può cogliere l’essenza di qualcosa senza esserne coinvolto, travolto e modificato nell’anima, questo è il nutrimento per la mia vita d’artista, il distillato delle mie fruizioni diventa la struttura portante della mia anima”.

Benedetto Norcia racconta che le tecniche sono importanti per un artista, attraverso le tecniche si esprimono vari sentimenti e ricordi. “Quando disegno con le matite colorate ricordo la mia infanzia. Ciò mi porta a fare dei parallelismi tra i pensieri della mia infanzia e quelli di oggi. Attraverso la pittura, la mia anima scende sulla tavolozza e danza coi colori, dopodiché anima e colori vanno sulla tela. Quando scolpisco, la mia anima scende dalle mani, si imprime nell’argilla, invece, quando modello, incide il legno o la pietra”.

Ma oggi il ruolo dell’artista è cambiato. “Manca il vincolo della committenza, oggi l’artista lo fa per sé e cerca di offrire al mondo una propria visione nel raccontare le cose”.

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