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Storia della bambina perduta: l’appassionante conclusione dell’Amica Geniale

L’amicizia tra Lila e Lenù arriva ad un punto di non ritorno

Qualche settimana fa si è conclusa su Rai1 la terza stagione de L’Amica Geniale; la serie tv coprodotta da HBO è ispirata ai romanzi della scrittrice napoletana Elena Ferrante (non staremo qui a discutere delle ipotesi su chi sia davvero la scrittrice senza identità che esordì 30 anni fa). L’Amica Geniale è concepita su una quadrilogia di romanzi, quindi manca solo l’atto quarto per la trasposizione televisiva. La nostalgia per le peripezie delle due protagoniste Raffaella Cerullo (Lila) e Elena Greco (Lenù) ha spinto le lettrici e i lettori ad accaparrarsi immediatamente il romanzo pubblicato nel 2014. Il quarto capitolo della quadrilogia rappresenta l’atto conclusivo di un’amicizia, viscerale e piena di conflitti, che arriva ad un punto di non ritorno.

Il quarto romanzo si chiama Storia della bambina perduta (edizioni E/O, 464 pp., 19.50 euro) e il titolo è dovuto a Tina, la figlia di Lila. Le vicende riprendono dalla relazione ormai alla luce del sole tra Lenù e Nino, suo amore platonico di un’infanzia e giovinezza intera. Una serie di vicende andrà a mescolarsi rispetto alle dinamiche dei vari protagonisti, con il rione, con la malavita che imperversa. In questa voragine senza fine emerge quell’amicizia tra le due protagoniste che spicca su tutto. Le due si legheranno sempre più, Elena tornerà al rione dopo un’amara verità, l’alleanza tra le due amiche-nemiche diventa un cemento indistruttibile. Ma quella scomparsa misteriosa di Tina cambierà tutto. Quell’evento cambierà percezione dell’amicizia stessa, di un legame tenuto anche grazie a quella velata competizione tra due donne, l’interiore si perde. 

Un romanzo duro, che continua a porre l’attenzione su una spiccata visione patriarcale e maschiocentrica di una società che prova in tutti i modi a svilire o contrastare l’iniziativa di una donna. Chi vorrà immediatamente capire come andrà a finire tutta questa lunga e intensa storia (impossibile da seguire a metà, consigliabile leggerla o vederla dall’inizio) il quarto romanzo sarà un pugno nello stomaco. Come di consueto, come capita ogni qualvolta si legge Elena Ferrante (che ha fatto particolarmente breccia nel pubblico statunitense): dannatamente sincera, ostinatamente feroce. 

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