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Giovanni da Monreale, lo scultore dei bambini

L'artista monrealese in giro per l'Italia con le sue opere iperrealistiche: "Il mio sogno? Collocare una mia creazione nella mia città che amo tanto"

MONREALE  Giovanni da Monreale, nome d’arte di Giovanni Sardisco, ha 41 anni, monrealese d’origine e pietrasantese d’adozione. È conosciuto come “lo scultore dei bambini”. Si diploma all’istituto Statale d’Arte d’Aleo di Monreale. Studia all’Accademia delle Belle Arti di Palermo e poi a quella di Carrara, dove collabora con artisti e laboratori dell’area Apuo-Versiliese.

Nel 2007, si trasferisce prima a Seravezza e poi a Pietrasanta, dove apre un’officina-laboratorio e ha la possibilità di collaborare a numerosi progetti artistici nella lavorazione scultorea di diversi materiali. Dal 2013, muovendosi lungo la Penisola, porta avanti un progetto autonomo d’arte plastica urbana, collocando sculture iperrealiste raffiguranti bambini intenti a giocare coi videogiochi.

Nel suo racconto, l’artista ci spiega il significato di questi fantastici bambini. “Sono da sempre attratto dalla tecnologia e dall’effetto che essa produce sulle persone l’obiettivo è di creare uno spunto di riflessione sull’utilizzo sconsiderato della tecnologia. L’uso eccessivo della tecnologia nuoce alla salute”.

“Sono bambini o adolescenti che rappresentano la società urbana tecnologicamente avanzata – aggiunge l’artista – , spogliati di una qualsiasi valenza monumentale, collocati lì dove i giovani passano il loro tempo, cristallizzati in una delle azioni più comuni a quell’età: il gioco con un oggetto tecnologico, isolamento in sé stessi. Tema che torna come narcisismo e chiusura”.

Le statue rappresentano scene di vita quotidiana, nelle quali la società si riflette e si confronta. La tecnologia è spesso usata in maniera errata e senza una moderazione. La soluzione alle problematiche legate all’abuso indiscriminato delle tecnologie sta nella preparazione ed educazione degli utenti ad un loro uso corretto e responsabile. Sta a noi stabilire quali sono le priorità nella vita quotidiana e divenire capaci di comandare e sfruttare la tecnologia per i nostri vantaggi e per un miglioramento delle condizioni di vita e a non farci, invece, soggiogare da essa.

Le sculture di Giovanni da Monreale contribuiscono anche all’arredo urbano. Le statue, in vetroresina dipinta con colori alla glicerina, sono collocate esclusivamente in spazi pubblici come giardini, scuole, fermate degli autobus, di solito fissate ai muri, sedute su panchine e muretti.

 

“Di primissima mattina, quando la città è silenziosa, vado a fare il sopralluogo sul posto – ci spiega l’artista – guardo il paesaggio, i colori, prendo le misure, vedo di che natura è il pavimento. Poi, con tre collaboratori che mi aiutano, organizzo il blitz. Lo chiamo così perché non chiedo autorizzazioni alle autorità”.

Le sue opere si possono ammirare in Versilia (Pietrasanta e Viareggio), a Lucca, Pisa, Livorno, Montecatini, Bologna, Torino, Genova, Milano. L’artista conclude dicendo cosa rappresenta per lui l’arte e quale sia il suo sogno. “L’arte è l’espressione estetica dell’interiorità e dell’animo umano, rispecchia le opinioni, i sentimenti e i pensieri dell’artista nell’ambito sociale, morale, culturale, etico o religioso. Il mio sogno è quello di collocare una mia creazione nella mia città nativa che amo tanto”.

Un prossimo blitz a Monreale?

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