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Verso il paradiso: le sfumature dei sentimenti

1893, 1993, 2093, in tre parti vengono raccontati e indagati tanti lati oscuri dell’umanità

In molti hanno concordato su una cosa: è il libro più ambizioso e importante di Hanya Yanagihara. La scrittrice di origini hawaiane, già autrice di un romanzo amato come “Una vita come tante”, torna sul suo luogo del delitto ossia le ragioni dei sentimenti, delle sue sfumature più nascoste e di come esse si siano sviluppate nel corso del tempo. Il romanzo in questione è Verso il paradiso (Feltrinelli, 768 pp., 22 euro) che già si candida a diventare un altro successo. Il libro viene diviso in tre parti: 1893, 1993, 2093.

Nel 1893 c’è un rampollo di una blasonata famiglia che rifiuta il fidanzamento con un corteggiatore di prestigio perché attratto da un insegnante di musica. L’ambientazione è in una New York libera all’apparenza, nei suoi costumi, nella sua cultura, nell’intenzione di amare chi si vuole. Poi c’è il 1993, anno straziante di tanti anni precedenti. La piaga dell’AIDS incombe nella società, nella comunicazione e nei media. La peste del novecento qualcuno la definisce. A Manhattan c’è questo giovane hawaiano che conduce una vita piuttosto agiata in dolce compagnia di un anziano signore molto facoltoso. Questa relazione è solo un modo quasi salvifico di evitare di pensare al suo passato molto travagliato. Infine siamo nel 2093. Il mondo è diviso, lacerato da conflitti, assediato da totalitarismi e disuguaglianze. C’è una ragazza, una nipote di uno scienziato importante ormai deceduto che dovrà risolvere diversi misteri e sciogliere segreti tenuti nascosti. 

Il romanzo si presenta come una forte commistione di elementi e di tematiche. Si parla di amore, razzismo, classismo, utopia, profondità dell’animo, la vergogna, la solitudine dei corpi e dello spirito. C’è una visione aderente alla realtà, nonostante quella realtà immaginata nel futuro 2093 (che tanto distopico non è). Tutte tre le parti, all’apparenza così diverse, sono unite da un filo comune: l’analisi dei lati oscuri dell’umanità. L’umano così capace di spiccare letteralmente il volo, di compiere danni a sé e al prossimo, così perso nelle cose semplici e dinamico nelle difficoltà. Un romanzo per tenersi in forma dinanzi all’incertezza, che c’è e ci sarà sempre. Mica scappa.

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