Monreale si veste con gli abiti del Risorgimento italiano “Riviviamo il tempo del Gattopardo”

"Indietro nel tempo 700-800-900", a Monreale esposizione di costumi d'epoca

MONREALE – Ieri mattina, presso i locali del Circolo di Cultura Italia, si è svolta la mostra di “Indietro Nel Tempo 700-800-900” dove sono stati esposti i costumi tipici dell’epoca.
Prima della mostra, i soci della Bella Èpoque hanno indossato alcuni abiti dell’epoca e hanno sfilato attorno Piazza Vittorio Emanuele per poi dirigersi alla mostra.

La mostra nasce per esaltare l’epoca del Gattopardo attraverso gli abiti ampi, ricchi e sfarzosi, accompagnati dai valzer e da una magia dell’epoca ormai lontana.

L’abito ha un’anima, simbolo di bellezza come quello di Angelica e l’eleganza senza tempo di Tancredi.

“Ancora oggi – hanno spiegato alcuni soci della Bella Èpoque -, questa eleganza eterea influenza il mondo della moda. Tanto che è stata valorizzata nella sfilata di Dolce e Gabbana, tenutasi nella stessa Monreale qualche anno fa. Lo scopo principale della sfilata è sempre quello di valorizzare la donna, la sua bellezza e il suo corpo mostrandolo in maniera bella e mai volgare”.

“Noi –  ha esposto il presidente della Bella Èpoque,  Rosario Blandino – rappresentiamo la Bella Epoca in particolare l’epoca del Gattopardo, del 700, dell’800 e del 900. Rappresentiamo quel periodo in cui si tenevano le grandi feste, prima della Prima guerra mondiale. Cerchiamo di portare avanti quest’epoca di gentilezza, di nobiltà, di rispetto principalmente verso le donne. Tutto ciò nasce sei anni fa da un progetto di pochi soci e speriamo di coinvolgere altri giovani”.

“Vogliamo tramandare la nostra storia italiana e soprattutto siciliana all’estero – ha aggiunto il presidente – perché la nostra isola è ricca di cultura e tradizioni”.

Simbolo del Gattopardo la famosissima frase “Tutto cambia perché nulla cambia” a cui alcuni soci hanno risposto: “Riguardava la politica di quell’epoca. Si pensava che andando incontro alle nuove tendenze si riuscisse sempre a mantenere i propri privilegi”. Questa frase del “Tutto cambia perché nulla cambia” è stata realmente superata, oggi?

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