MONREALE – Identità di genere, omotransfobia, discriminazioni basate su fattori come l’orientamento sessuale o la libertà di espressione: sono tutti argomenti tanto delicati quanto importanti che sono tornati più volte, soprattutto negli ultimi mesi, nel dibattito politico e mediatico italiano.
Abbiamo intervistato sulla questione Manuel Croce, attivista per la difesa dei diritti della comunità LGBTQ+ che ha incontrato, tra le altre cose, l’arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, in un incontro privato durante il quale Sua Eccellenza ha ascoltato con attenzione ogni singola parola relativa alla lotta quotidiana contro, appunto, l’omotransfobia.
“L’identità di genere è ciò che mi sento di essere per natura”, dichiara Manuel Croce che prende ad esempio uno dei gruppi rock più famosi del momento la cui fama ha superato i confini nazionali, i Maneskin. “Sono fuori di testa ma diverso la loro, riflettete sul significato di queste parole e guardate Damiano, il frontman del gruppo con i suoi corpetti eccentrici e il suo atteggiamento carico di significato”.
Sono fuori di testa ma diverso la loro, riflettete sul significato di queste parole e guardate Damiano
“Ma parliamo del DL Infrastrutture che ha reintrodotto il concetto di identità di genere nella pubblicità e nella cartellonistica proponendo di fatto il divieto di discriminazioni basate, appunto, sull’identità di genere o su qualsivoglia forma di diversità. Sapete chi ha firmato questo decreto? Proprio la stessa deputata di Italia Viva che aveva affossato qualche settimana fa il Ddl Zan! Una grande ipocrisia attorno l’identità di genere che tanto fastidio provoca ai benpensanti. La libertà di genere è ciò a cui io mi sento di appartenere, è la libertà di essere ciò che siamo, la libertà di poter camminare mano nella mano mostrando la propria natura, il proprio amore senza paura di essere giudicati, o peggio, picchiati. D’altronde le ultime notizie che riguardano proprio Monreale non sono affatto confortanti e mi riferisco agli spiacevoli episodi avvenuti nel pieno centro storico ai danni di alcuni anziani. E se i cosiddetti bulli umiliano, mortificano e non rispettano gli anziani, come pensate che si comportino con un omosessuale o un trans?
A Monreale, vi assicuro, c’è una nutrita comunità Lgbt: alcuni sono riusciti con il tempo anche a sposarsi e ad integrarsi bene nel tessuto cittadino ma tantissimi altri non riescono a vivere liberamente la propria natura proprio per il giudizio delle persone, delle famiglie, di quello zoccolo duro della società che non vuole accettare la realtà.
A tal proposito, faccio un appello all’assessore Paola Naimi, di cui conosco la grande sensibilità, affinchè possa far installare in piazza una panchina colorata con i colori dell’arcobaleno, la stessa bandiera che ci rappresenta. Spero che questa volta il mio appello venga ascoltato e preso in considerazione. In passato, purtroppo, non è stato così”.
La lunga intervista a Manuel ha poi sviscerato le differenze tra l’Italia e altri paesi del mondo, differenza già sottolineata da Lorenzo Canale quando ci ha confidato la sua delusione subito dopo l’affossamento del Ddl Zan. Per rileggere l’intervista clicca qui.
La sconfitta del ddl Zan: l’intervista a Lorenzo Canale. Cosa poteva essere e cosa non è stato
“In Europa ci sono leggi gravissime contro l’omotransfobia – dichiara Manuel Croce -. In Inghilterra per esempio, ma anche in Spagna e Portogallo esistono delle leggi che puniscono severamente chi insulta una donna o un omosessuale. E se è vero che la punizione non è la soluzione ai problemi, come molti mi scrivono, è pur vero che è sicuramente un deterrente. E poi è anche questione di mentalità”.
In Mons. Pennisi ho trovato un fratello che ha ascoltato attentamente ogni mia parola
Altro argomento molto importante affrontato con Manuel, riguarda il rapporto tra la chiesa e la comunità Lgbt e la sua udienza privata con il vescovo di Monreale Mons. Pennisi. “Cercavo quest’incontro con Sua Eccellenza da molto tempo. Ebbene, sono riuscito ad incontrare un uomo straordinario che noi tutti conosciamo per le sue qualità, ho trovato un fratello che ha ascoltato attentamente ogni mia parola, abbiamo anche pregato insieme e poi lui ha anche benedetto la missione che ogni giorno porto avanti lottando contro l’omotransfobia. Eh sì, perché ciò che ci unisce è la fede, Dio stesso e l’amore in ogni sua forma che, di certo, non ha mai fatto male a nessuno. Perché l’amore non esclude ma include, Dio stesso dice “amatevi gli uni con gli altri come io ho amato voi”.
Palesatevi, non abbiate paura di mostrare la vostra natura
Ed infine un appello di Manuel rivolto a tutte le persone che non riescono a palesarsi, a manifestare apertamente la propria natura e la propria sessualità: “È molto difficile, lo so, ma il coraggio arriva all’improvviso, e poi è come una liberazione. Palesatevi, non abbiate paura di mostrare la vostra natura, il vostro amore soprattutto davanti alle persone a voi care. Si teme l’esclusione, lo so bene, e conosco molte persone anche adulte che non riescono a fare coming out ma il mondo sta cambiando, quindi amici, fratelli, concittadini, uscite allo scoperto e non abbiate paura di essere chi siete”.