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Maledetta sfortuna: essere donna oggi e domani

Un saggio che affronta la questione femminile senza sconti e con chiarezza

Chi scrive non vuole essere accusato di “mansplaining” (cioè spiegare qualcosa alle donne con tono paternalistico), parlare di temi riguardanti il genere femminile con quella confidenza che non mi dovrebbe appartenere. Però Maledetta sfortuna (Fabbri, 192 pp., 16 euro) è il giusto saggio con cui imparare ed affrontare al meglio certe tematiche. Un libro che non vuole essere un semplice strumento di informazioni esclusivamente per il genere femminile ma potrebbe servire anche agli uomini, pervasi da un’ignoranza (nel senso di ignorare certi temi) di fondo.

L’autrice del saggio Carlotta Vagnoli è una giornalista ed attivista che in questi anni ha affrontato con grande attenzione una serie di argomenti che fino a qualche anno fa erano sconosciuti al grande pubblico ma anche a quello di nicchia, se proprio vogliamo dirla tutta. I social, l’eco dall’America, le nuove generazioni, le rivendicazioni femministe sono serviti ad accrescere una nuova cultura di consapevolezze su cose sempre attuali e sempre da attenzionare. Capire temi come il catcalling ad esempio che, insospettabilmente per alcuni, si collega alla questione femminicidio. Senza assolutamente trascurare altre questioni come la parità di genere, la violenza di genere, il ruolo dei mezzi di comunicazione, il consenso, il branco social, pregiudizi e luoghi comuni sul ruolo della donna.

Vedere, riconoscere e rifiutare la violenza di genere. Così dice la copertina del libro. Sono una serie di azioni che servono a ribaltare un sentimento di profonda abitudine nel ritenere esagerate le istanze delle donne, come se loro siano soltanto delle persone fortunate ad avere la condizione imperfetta attuale. Il discorso femminile è ampio e si può allargare anche alla questione della parità salariale o della continua sessualizzazione sfrenata del corpo. Un saggio che implicitamente (ma non troppo) si rivolge all’uomo. Spetta all’uomo impegnarsi per compiere un ruolo di collaborazione, di rifiuto di certi dettami, di coscienza sul fatto che una mentalità retrograda va abbattuta, ci sono diritti da riconoscere. Senza sé, senza ma, senza forse, senza frasi autoassolutorie. 

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