Tutto questo potrebbe essere tuo: scoprire il proprio passato

Un romanzo incentrato sull’esigenza di comprendere ciò che viviamo

La scrittrice americana Jami Attenberg è riuscita a costruire una sapiente ramificazione di persone e anime che vivono un tormento. Tutto questo potrebbe essere tuo (Einaudi, 264 pp., 19.50 euro) è incentrato in New Orleans, in un’estate d’agosto. Un padre di famiglia di nome Victor, settantatré anni circa, è ricoverato da tempo in ospedale dopo aver subito un infarto. La situazione peggiora e la moglie Barbra decide di chiamare i figli Gary e, soprattutto, Alex.

Alex è ormai una donna testarda, a tratti sofferente. Quell’occasione di dover esser presente al capezzale del padre rappresenta un modo per poter trovare pace. Alex vuole da Victor soltanto la verità. Dal Victor padre complice di soprusi, mancanze di attenzioni per sé e il fratello, violenze nei confronti della madre, tradimenti, illeciti e bugie non vuole proprio nulla. Non le interessa la figura in sé di suo padre. Vuole porre maggiore attenzione a Victor, vuole sapere tutto dell’uomo, di questa figura che non ha mai digerito totalmente. Troppe sono state le indelicatezze e la miseria umana per essere perdonate facilmente. La madre Barbra sembra non volerla aiutare in questo scopo. Alex si trova quasi ad affrontare un confronto atteso da tutti ma in cui nessuno vuole partecipare.

Il fratello Gary resta a Los Angeles per questioni lavorative, Alex capisce che anche lui non vuole collaborare a questa personale ricerca della verità. Mentre questa sorta di processo comincia a prendere forma, inizia quasi contemporaneamente un’autoanalisi in cui ognuno dei familiari pensa al proprio passato, come esso ha influenzato il presente. Così si celebra la complessità delle relazioni: nessuno è sicuro della propria coscienza e tutti vivono un precario equilibrio basato sugli errori propri e altrui. Un romanzo delle prospettive diverse, dell’esigenza di comprendere ciò che viviamo. L’umano generalmente vive delle proprie imperfezioni, se ne nutre. Non lo ammette, così decide di cercare capri espiatori. In attesa del momento giusto per fare i conti con sé stessi. Un momento che potrebbe mai avvenire.

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