La nostra recensione: “Il giovane Holden” il romanzo americano più importante del Novecento

Dopo settant’anni "Il giovane Holden” rimane un libro di riferimento per chi si avvicina alla lettura

0

Il 16 Luglio 1951 è una data importante per la letteratura americana e mondiale: viene pubblicato “The Catcher in the Rye”, primo (e di fatto unico) romanzo di una leggenda come J.D Salinger. Quel libro tutto bianco, con una cornice nera che non aggiunge nulla e niente ispira. Lo stesso autore americano fu esplicito con l’editore: negli USA e all’estero la copertina sarebbe sempre stata assolutamente asettica. Voleva che il lettore o lettrice si concentrasse sul contenuto e non sulla vacua estetica. Fu un successo, un sussulto nella letteratura mondiale. Sono passati settant’anni ma rimane tra i libri più celebri al mondo. In Italia fu ed è ancora possibile trovarlo con il titolo di Il giovane Holden (Einaudi, 264 pp., 12 euro) poiché il titolo originale era di difficile traduzione.

Il romanzo affronta la vicenda condensata in una manciata di giorni di Holden Caulfield, sedicenne proveniente da una famiglia benestante, spirito libero e carattere difficile. Ha appena saputo che, in seguito agli insuccessi scolastici, è stato espulso dalle scuole superiori che frequenta lontano dalla famiglia d’origine. Rassegnato, comincia un lungo pellegrinare fatto di piccoli riti di una routine per lui irrinunciabile: guardare la partita di football della squadra della scuola, leggere qualcosa, curiosare qua e là. Sempre con quel fare lunatico e uno spirito che gli rende difficile essere empatico. Non sopporta i suoi ormai ex compagni, ha un rapporto di fiducia e mal sopportazione per i suoi professori, è incerto su quei ambienti che frequenta. Prepara le valigie e decide di tornare a casa per annunciare ai suoi genitori l’infausta notizia. Prima dell’angoscioso dovere comincia un viaggio tra locali e luoghi, in cui può fingere maldestramente di essere adulto, nonostante sappia gli manchi l’interiorità oltre che l’ideale fisicità. Vorrebbe cercare sicurezze per sè ma ha quasi timore di trovarle.

J.D Salinger dopo questo romanzo, qualche altra pubblicazione e un’intervista sparì definitivamente dalla circolazione ritirandosi a vita privata. La sua leggenda aumentò e questo romanzo gli ha consentito di accrescere la sua nomea nelle generazioni future. Dopo settant’anni rimane un libro di riferimento per chi si avvicina alla lettura. Nella figura di un sedicenne si analizzano gli aspetti che l’essere umano ambisce ad avere o non avere: paura, rabbia, speranza, incertezza molta, voglia di scoprire troppa. Sembra in parte descrivere questi tempi che viviamo e soprattutto l’attuale generazione giovanile (la Gen Z) che sta cercando la sua autonomia culturale rispetto a ciò che già è stato prodotto. Holden Caulfield insegna a vivere e osare per poter garantirsi poi l’eventuale pentimento per l’errore fatto, senza però nessun rammarico. Meglio il disordine dell’agire che la tranquillità dell’immobilismo.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.