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La nostra recensione: “Riccardino”, l’ultimo Montalbano di Camilleri

Il racconto con cui si chiude il ciclo del commissario di Vigata

Qualche giorno fa è arrivata la lieta novella: l’anno prossimo verranno girati gli ultimi due episodi della serie tv de Il commissario Montalbano. Uno dei due episodi sarà tratto dall’ultimo atto delle vicende di Salvo Montalbano che Andrea Camilleri scrisse nel 2005 (leggenda vuole che lo fece perché intimorito da una sua futura possibile demenza senile) sollecitando che fosse portato alla luce al momento della scomparsa. Riccardino (Sellerio, 292 pp., 15 euro) è la conclusione delle vicende di Salvo Montalbano, il mitico commissario di Vigata protagonista di peripezie, contraddizioni e piaceri culinari siciliani.

Una telefonata all’alba sveglia il sonno di Montalbano: è un certo Riccardino che chiede di venire al più presto dato l’appuntamento fissato in precedenza. Il commissario non capisce e allora si rende conto che la persona in questione ha sbagliato numero. Poche ore dopo Catarella lo chiama comunicandogli che in una zona è stato trovato cadavere un uomo. Da alcuni elementi e interrogando gli amici capisce che il morto è proprio Riccardino. L’indagine da subito sembra particolare rispetto al solito: troppa curiosità delle persone, troppe telecamere, tutti concentrati sul commissario. Ecco che si rende conto che la popolarità di quella serie televisiva ispirata al suo personaggio, nata dalle storie di uno scrittore, un certo Andrea Camilleri, lo ha reso un feticcio della curiosità delle persone. Rispetto ad altre volte sente un certo fastidio, un moto d’orgoglio, un senso di rivoluzione per una condizione alla quale vuole dare uno stop.

Camilleri ha confessato più volte che Montalbano è come se esistesse davvero e che erano frequenti i momenti in cui, da solo nella sua scrivania, intavolava un dialogo feroce con il suo personaggio. Riccardino è quindi una resa dei conti tra Camilleri e la sua letteratura, Montalbano e la popolarità, ciò che scrive per la fluidità della storia e ciò che scrive perché si vuole trattare di certi temi caldi. Camilleri, tramite Montalbano, ha affrontato temi quali mafia, religione, cultura, corruzione, immigrazione. Qui, in questo racconto finale, c’è solo Camilleri che affronta sé stesso e prepara il sipario: è il momento di chiudere.

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