L’inverno dei Leoni: tornano le vicende dei Florio

Stefania Auci continua il racconto avvincente della storica famiglia

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Sicuramente è uno dei romanzi italiani più attesi del 2021. Forte di un clamoroso successo editoriale, Stefania Auci torna con la continuazione delle peripezie della storica famiglia dei Florio, origini calabresi in seguito trapiantati nella provincia palermitana. L’inverno dei leoni (Nord, 688 pp., 20 euro) riprende da dove era terminato il primo romanzo I Leoni di Sicilia: i Florio sono oramai una rispettabile e accettata famiglia che continuerà a districarsi tra affari di portafoglio e di cuore.

Nel primo romanzo i Florio vivevano la condizione di estranei venuti nell’entroterra siciliano alla ricerca di fortuna, ambizione e consenso. Avevano trovato inizialmente un ambiente ostile poiché erano considerati gli stranieri pronti a rubare ricchezze e lavori alle persone del posto. I primi affari e investimenti hanno cominciato ad allargare gli orizzonti, arriva in seguito il negozio di spezie che diviene un marchio di famiglia. Nel nuovo romanzo quindi questa famiglia ha raggiunto tutto: soldi, fama, rispetto. Si ritrovano così a dover gestire questa fortuna accumulata. Al comando c’è Ignazio che ha tra le mani un impero glorioso però frutto di una rinuncia; ha deciso di sacrificare le ragioni dell’amore per mantenere in alto il nome. Quel senso di vuoto lo trasferisce al figlio erede di tutto: Ignazziddu è un ventenne che teme moltissimo questo potere di essere un Florio, di dover gestire affari e sedurre gli altri solo con il consenso. Un timore che diviene sempre più ingombrante dinanzi soprattutto ad una società che cambia senza sosta. Ignazziddu si sente a profondo disagio, non sa che misure prendere. Sente un vero e proprio complesso di inferiorità rispetto a suo padre e suo nonno. In questi scenari si inseriscono ancora una volta importanti figure femminili come la moglie di Ignazio e quella di Ignazziddu. 

Auci rivela ancora una volta una fragilissima umanità in cui si mescolano contesti storici, amore, incertezze, debolezze. Se nel primo romanzo il problema principale era scalare la montagna dei pregiudizi, adesso il fulcro è il mantenimento delle ambizioni. Difatti queste aspirazioni sono tenute da un cognome importante, indice di quelle contraddizioni e fascino che hanno caratterizzato per anni questa dinastia. Non basta aver ricevuto riconoscimenti se non si è capaci di legittimarsi. Ancora una volta ne emerge una famiglia che celebra l’eterna gamma dei sentimenti umani, nei suoi vasti pregi e difetti.

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