La vita davanti a sé, Sophia Loren protagonista in un film sull’integrazione

La paura e l’odio nei confronti del diverso in un bel film italiano proposto su Netflix

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La vita davanti a sé è un film italiano, la cui proiezione era prevista per il 3, 4 e                      5 Novembre 2020 nelle sale cinematografiche italiane, purtroppo chiuse a causa dell’emergenza sanitaria COVID-19. È stato quindi reso disponibile sulla piattaforma streaming Netflix dal 13 Novembre del 2020. 

L’opera cinematografica è ispirata al romanzo francese del 1975 La vie devant soi di Romain Gary. Il direttore Edoardo Ponti, sposta la reale ambientazione del libro dalla città francese di Parigi a quella italiana di Bari. Gli amanti della cinematografia italiana avranno provato grande entusiasmo dopo essere venuti a conoscenza della decisione di Ponti, ovvero quella di far tornare sotto i riflettori, dopo una pausa di diversi anni, la madre Sophia Loren nei panni di uno dei protagonisti principali.

Si mette in scena la storia di un’amicizia tra Madame Rosa (interpretata da Sophia Loren) e il bambino senegalese Momò. Ciò che viene narrato è un vero e proprio percorso morale, verso il conseguimento di una solida amicizia che apparentemente avrebbe potuto sembrare impossibile, che va oltre le barriere della differenza di età ed etnia. 

L’anziana donna è un’ex prostituta e vittima dell’Olocausto, a ricordarlo infatti sono le inquadrature sul suo tatuaggio identificativo, divenuto ormai simbolo indiscusso della tragedia di Auschwitz. Rosa dopo una vita sofferta, adesso ospita all’interno della sua casa, comunemente chiamata dai cittadini come “Il Rifugio”, i giovani figli di prostitute, tentando di dare una mano a donne che come lei sono state costrette ad intraprendere una via tanto crudele come quella della prostituzione. 

Dalla personalità molto forte e persuasa dal dottor Cohen, decide di ospitare per un paio di mesi Momò, un bambino bisognoso di affetto e protezione, rimasto orfano di madre in seguito ad una tragedia familiare non ben specificata. Inizialmente tra i due si instaurerà un cattivo rapporto, ma possiamo notare come con il progredire della visione del film questo ghiaccio che li divide si scioglierà. 

Viene fatto anche un notevole studio sull’introspezione di tutti i personaggi, nei quali vengono messi in evidenza sia gli aspetti negativi sia quelli positivi. Sia di Momò sia di Rosa vengono messe in luce le debolezze umane, che sono totalmente normali. 

La tematica principale che viene affrontata è quella dell’integrazione sociale, lo scopo è quello di convincere gli spettatori ad essere aperti al cambiamento, a non chiudersi in sé stessi. Non a caso durante una scena di totale spensieratezza e felicità temporanea di Momò, viene utilizzata come canzone di sottofondo, la cover del brano di Caparezza Io vengo dalla luna, cantato dai Måneskin. Dal significato molto profondo, cerca di combattere la paura e l’odio nei confronti del diverso. 

La scelta di un testo di Caparezza non è scontata, perché essendo un cantante di origini pugliesi, si avvicina molto all’ambientazione della storia. Il film dal finale tragico si concluderà con l’incantevole voce di Laura Pausini nella colonna sonora Io sì, versione italiana dell’originale Seen, scritta da Diane Warren.

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