La Sicilia seconda in Italia per numero di vaccinati, terza per contagi giornalieri

Razza: "Nelle settimane successive si passerà agli over 80, conto che ogni azienda stia programmando i richiami e la vaccinazione di massa”

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In Sicilia sale a 1.576 il numero dei positivi in 24 ore. Un dato che porta al terzo posto l’Isola tra le regioni in Italia con più casi giornalieri, dopo il Veneto e il Lazio.

 

Nel frattempo continuano le vaccinazioni, sono circa trentamila le persone che hanno già ricevuto il vaccino anti-covid. In particolare, nella sola giornata di ieri, martedì 5 gennaio, in tutto il territorio regionale sono state complessivamente somministrate 10008 dosi di farmaco su altrettanti cittadini. Un dato che fa balzare al secondo posto in Italia la regione siciliana per numero di vaccinati. Intanto, secondo quanto programmato nell’ambito del Piano nazionale, ieri è giunto nell’Isola il nuovo approvvigionamento di vaccini che è già nella disponibilità dei centri di somministrazione.

 

Assessore Ruggero Razza

“In queste ore fa piacere registrare una forte presa di consapevolezza da parte del nostro sistema sanitario – commenta l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza –, per il numero di vaccinazioni già effettuate siamo secondi in Italia. È un buon risultato, tuttavia soltanto l’inizio. La campagna vaccinale entrerà nel vivo dopo la prima fase, che coinvolge un numero ristretto di persone (operatori della sanità e ospiti delle Rsa). Nelle settimane successive, quando si passerà ai cittadini over 80, lo sforzo dovrà essere maggiore e conto che ogni Azienda, nessuna esclusa, stia programmando sia la fase dei richiami che quella della vaccinazione di massa”. L’assessore Razza ha quindi analizzato i nuovi parametri nazionali sulle aree regionali di rischio che abbassano l’indice Rt per il passaggio di zona. “Entreranno in vigore già questa settimana – afferma – perché il governo centrale ha ritenuto di recepire le indicazioni del Comitato tecnico scientifico nazionale, che ha espresso crescenti preoccupazioni per la crescita dei contagi, la diffusione del virus nel periodo festivo (anche per comportamenti individuali e familiari), la variabile inglese e lo stato di emergenza registrato in molti Paesi dell’Unione Europea. È una assunzione di responsabilità che viene chiesta alle Istituzioni e ai cittadini per garantire la campagna vaccinale nella sua fase iniziale”.

PALERMO

Per quanto riguarda la situazione vaccini nel capoluogo siciliano, l’Asp in 6 giorni ha smaltito l’81% della prima fornitura di vaccini anti-covid ricevuta. Sono 6.644 su 8.190 le dosi inoculate negli otto Centri di pertinenza dell’Azienda sanitaria del capoluogo. L’azienda ha avviato le vaccinazioni anche nelle RSA e nelle Case di riposo per anziani. Sono i Distretti sanitari che si occupano di garantire a domicilio le prestazioni nelle strutture che insistono nel proprio territorio di competenza. Ieri sono state vaccinate 216 persone tra operatori, degenti e ospiti-anziani delle strutture del Distretto di Petralia Sottana. Complessivamente sono state 1.039 le dosi inoculate così ripartite: 450 a Villa delle Ginestre, 167 all’Ospedale “Civico” di Partinico, 56 all’Ospedale Ingrassia, 18 al Giglio di Cefalù e 132 al Buccheri-La Ferla, oltre alle 216, come detto, delle RSA delle Madonie.  Intanto l’Asp di Palermo può, già, contare sulla seconda fornitura di vaccino: dopo le 8.190 dosi della prima tranche (31 dicembre scorso), sono disponibili ulteriori 4.680 dosi (totale 12.870 dosi).

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