Le Associazioni monrealesi ai tempi della pandemia – l’Arci Link di Monreale

"Il Covid ci ha rallentato perché ha fermato la cultura e le occasioni di aggregazione sociale"

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Il mondo dell’associazionismo, più di ogni altro, ha risentito fortemente del periodo di emergenza pandemica, fondandosi principalmente sul senso di appartenenza e di condivisione di azioni che si basano sull’organizzazione di eventi o su azioni di networking fisiche volte alla condivisione e alla socialità.

I periodi di lockdown che si sono susseguiti e l’emergenza coronavirus hanno chiaramente interessato e congelato qualsiasi programma organizzato dalle associazioni e hanno richiesto spesso nuove pratiche virtuali poco sperimentate in precedenza. Ma il surrogato virtuale per il mondo delle associazioni ha aiutato solo in parte sostituendosi fino ad un certo punto alle pratiche aggregative. Proprio la natura fisica delle attività di condivisione sociale hanno infatti rivelato i limiti dei mezzi di comunicazione virtuali che, seppur preziosi in certi momenti e in molti ambiti, non sono risultati sufficienti per il fine di aggregazione e senso di appartenenza delle associazioni.

Ne abbiamo parlato con Toni Renda, Presidente del circolo Arci Link di Monreale, unico circolo culturale del nostro paese dedicato ai giovani.

La situazione che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo è molto complicata e, anche se in maniera differente da associazione ad associazione, ha influito pesantemente sul mondo dell’associazionismo e della cultura”. Inizia così Tony Renda andando dritto al punto.

“L’universo della cultura è quello che ha subito più il peso di questa pandemia. Ancora oggi infatti è impossibile praticare tutte quelle attività di cui questo universo si alimentava. Non si possono organizzare infatti presentazioni di libri, quantomeno in presenza, concerti, mostre, non si può andare a teatro o visitare un museo. È oggi molto complicato portare avanti le attività come la nostra che vive di condivisione e presenza e nasce e coltiva momenti di aggregazione sociale.”

L’Arci Link, ormai da 10 anni, si occupa di manifestazioni culturali, di aggregazione sociale e rivalorizzazione del territorio. È grazie a loro ad esempio che si è realizzata la rigenerazione dello spiazzo vicino al parcheggio al semaforo di vi Venero che oggi è un triangolo verde. “Negli anni siamo riusciti a trasformare questo spazio anche coinvolgendo gli abitanti degli edifici adiacenti – continua Renda -. La rigenerazione a cui miriamo, infatti, non si ferma soltanto alla pulizia degli spazi o alla coltivazione di alberelli e fiori ma arriva alla sensibilizzazione di chi quegli spazi li vive quotidianamente. Oggi però, purtroppo è molto complicato se non impossibile continuare le nostre attività che sono appunto, per definizione, momenti di fisica socialità.”

Abbiamo anche dovuto lasciare la nostra sede: il locale che ci ospitava era infatti proprietà privata e pagavamo l’affitto attraverso un’autotassazione. Sarebbe stato assurdo continuare a pagare non potendo usufruire dei locali. Per il momento siamo ospiti dell’associazione Il Quartiere, con cui collaboriamo da anni e con cui stiamo anche progettando attività e lavori futuri.

La perdita della sede non è sicuramente piacevole ma non è neanche una tragedia. Cerchiamo di guardare a questo momento come ad un’opportunità dedicandoci alla progettazione futura. Abbiamo infatti in cantiere un progetto di servizio civile per il 2022 sulla povertà educativa, proprio in collaborazione con Il Quartiere che ci ospita. A luglio siamo anche riusciti ad organizzare delle attività con i bambini, poi tutti nuovamente a casa, e adesso si progettano nuove attività rivolte ai più piccoli nella speranza che prima possibile potremo tornare liberi a godere della socialità.

E poi, appena finirà l’emergenza, torneremo a chiedere all’amministrazione comunale una sede per la nostra associazione. Nel corso dei 10 anni di vita di Link l’abbiamo già chiesto più volte alle amministrazione che si sono succedute. Adesso torniamo a sperare di avere uno spazio tutto nostro, da curare e da gestire, un luogo trasversale di incontro e confronto tra le diverse generazioni”.

“Insomma – conclude Toni Renda – il Covid ci ha rallentato perché ha fermato la cultura e le occasioni di aggregazione sociale. Ma cerchiamo di essere positivi e sfruttiamo questo momento come un’opportunità per progettare un futuro di servizio civile, di apertura ai bimbi, di apertura e scambio con le altre associazioni monrealesi come, oltre Il Quartiere, la Pro Loco di Monreale o le altre associazioni con cui negli anni abbiamo tessuto una rete non indifferente, come Agrisocial, Marathon, l’associazione Scacchistica e tante altre”.

 

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