I nonni e il loro ruolo nella nostra società

Decine di migliaia di bambini vanno a scuola, fanno i compiti, attività sportive grazie all’aiuto ed alle cure presenti quotidianamente dei nonni, che si sostituiscono ad un carente welfare statale

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Presi dalla frenesia del vivere quotidiano, dal tempo che non basta mai per riuscire a soddisfare tutti i nostri impegni, e proprio per mancanza di tempo tralasciamo molte cose tra cui la lettura di un buon libro o di un evento culturale.

Passiamo ore con e tra i social, ove esprimiamo le nostre osservazioni su questo o quel fatto, curandoci più sui like che riusciamo ad ottenere o a elargire.

La stessa lettura dei giornali si limita ad una veloce scorsa sui titoli pensando così di essere aggiornati e fornirci di un’opinione, senza considerare che una lettura attenta può invece fornirci spunti di riflessione e di saggezza.

Mi ha molto colpito il toccante articolo scritto da Simona Giangrande su Filo Diretto Monreale nella giornata di ieri, 7 dicembre “CARI NONNI, QUAL E’ LA COSA PIU’ GIUSTA DA FARE”. Un articolo scritto e sentito con il cuore che è una dimostrazione di affetto immenso per dei soggetti che fanno parte della nostra famiglia: i nonni.

Le prossime festività natalizie che costringeranno molti a trascorrere queste giornate lontano dai propri cari a causa delle misure restrittive emanate dal governo ci impongono delle serie riflessioni. 

Ma sono proprio i nonni a chiedere di essere lasciati soli perché essendo soggetti a rischio vogliono evitare contatti con i familiari e soprattutto con i nipoti. E come non andare con il pensiero e con il cuore a tutti gli anziani della nostra comunità monrealese morti per COVID lontani da uno sguardo, un sorriso, una stretta di mano. Lo stesso rito funebre svolto in silenzio e soprattutto in solitudine tra chi è rimasto ci riempie l’animo di amarezza e mestizia.

Tornano alla memoria le esternazioni del Presidente della Regione Liguria Toti che affermava che per le cure anticovid bisognava privilegiare i giovani in quanto gli anziani sono improduttivi e non indispensabili per il paese. Parole twittate sui social e poi smentite e rettificate stante l’ondate di proteste da più parti sollevate.

Forse Toti o chi la pensa come lui non si rende conto e non ne è a conoscenza del ruolo indispensabile che svolgono i nonni, e sul piano sociale e sul piano economico.

Decine di migliaia di bambini vanno a scuola, fanno i compiti, attività sportive grazie all’aiuto ed alle cure presenti quotidianamente dei nonni, che si sostituiscono ad un carente welfare statale.

E che dire dell’aiuto economico che gli stessi danno alle famiglie dei loro figli, integrando o sostituendo integralmente con i loro risparmi di una vita le difficoltà lavorative di essi.

E che dire, non della paghetta settimanale ai nipotini, ma del concreto aiuto al sostentamento agli studi fuori dalla propria città d’origine.

Una volta i nostri genitori che emigravano in Italia o all’estero inviavano i loro risparmi ai familiari rimasti in Sicilia. Adesso è al contrario. Sono i genitori ed i nonni che inviano soldi ai propri cari contribuendo in modo sostanziale all’economia di quei territori.

Molti politici e non, dovrebbero leggere gli atti della “Carta dei Diritti Responsabili delle Persone Fragili”, compendio di un forum tenuto dalla Conferenza Territoriale Sociale e Sanitaria presieduta da Giuliano Barigazzi nella città di Bologna nei mesi scorsi, cui hanno aderito, tra le varie altre associazione, anche la città metropolitana di Bologna, l’ASP, e l’AUSER.

Pertanto e concludo, non consideriamo un peso chi è più avanti negli anni, non beffeggiamoli per le fuoriuscite magari ridicole, non mortifichiamoli se non sono al passo coi tempi. 

Stefano Gorgone in un suo scritto su un’altra testata giornalistica affermava “Tutti dobbiamo essere più consapevoli che gli anziani sono le nostre radici e la nostra storia ed i giovani invece il presente ed il futuro”.

Concludo: “Ricordiamo semplicemente una realtà: un giorno noi saremo come loro se riusciremo ad arrivarci”.

“Cari nonni, qual è la cosa più giusta da fare?”

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