“Cari nonni, qual è la cosa più giusta da fare?”

I miei genitori, i miei nonni sono anziani, potrebbe essere l’ultimo Natale che potremmo trascorrere insieme

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Si è spesso abituati a vivere pensando che l’amore si riverberi in qualcosa di materiale dettato dalla presenza fisica. Si è abituati a pensare che l’amore si manifesti nell’azione di dare senza pretese. Si pensa che l’amore viva in alcuni gesti, come nell’abbraccio, in un bacio o semplicemente  in un incrocio di sguardi. Ma l’amore è un sentimento. E  come tutti i sentimenti vive dentro di noi e non all’esterno! È un sentimento così forte che non riusciamo a tenerlo custodito nel cuore, abbiamo bisogno di farlo vivere al di fuori, di dargli sfogo, di farlo viaggiare nelle svariate sue manifestazioni, abbiamo bisogno di dimostrarlo.

L’amore è un dono. Ma talvolta è così forte che non riusciamo a controllarlo; non riusciamo a decifrarlo, perché semplicemente va oltre i sensi cognitivi e ci perdiamo! Ci perdiamo nell’incapacità di prendere decisioni, nell’incapacità di scegliere “la cosa più giusta da fare”.

È in questo dilemma che siamo caduti anche adesso,  a causa del covid-19!

Il 2020 lo ricorderemo, tristemente, come l’anno delle privazioni: a livello affettivo oltre che economico. Ora è quasi Natale. Quando pensiamo al Natale (oltre la sfera religiosa) pensiamo al Ricongiungimento familiare.

La Pandemia da Covid ci ha imposto di stare lontani gli uni dagli altri, per proteggerci.

<<I miei genitori, i miei nonni sono anziani, potrebbe essere l’ultimo Natale che potremmo trascorrere insieme>>. Partendo da questo pensiero, mi chiedo, e se fosse proprio l’ultimo a causa nostra? Non sarebbe peggio? Ecco che torniamo a quell’incapacità di scegliere “la cosa più giusta da fare”. Incapacità che genera dissidio interiore, angoscia.

La verità è che il Covid, nella generalità, ci ha fatto riscoprire quanto siamo poco abituati ad amarci ogni giorno come se ogni giorno fosse l’ultimo! Siamo poco abituati a prenderci cura, in modo sano, del nostro sentimento. Quante volte lo abbiamo trascurato, quante volte siamo stati ciechi e sordi? Quante volte?

E se quel mostro, nella sua nefandezza, non stesse giocando coi nostri sentimenti ma fosse la loro palestra? Se ci stesse indicando una strada? 

“La riscoperta dell’Amore Platonico”. Quell’amore che non si tocca ma che si sente, che viaggia pur restando fermo, che è forte seppur invisibile. Quell’amore puro, gentile, che riesce ad annientare ogni male con un soffio. Quell’amore presente nell’assenza, in un pensiero.

Cari nonni, se noi non ci siamo quest’anno a Natale, è perché vi amiamo!

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