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È accusato di lesioni plurime, a gennaio il processo per l’aggressore di Alex Catalano

L'aggressore di Alex, ancora agli arresti domiciliari, ha scelto il giudizio abbreviato, l'udienza a gennaio

È stata fissata per il 26 gennaio 2021, presso l’aula Bunker del Carcere Ucciardone, l’udienza nei confronti di A. D. G., il 42enne monrealese imputato di lesioni pluriaggravate nei confronti di Alex Catalano.

L’uomo si trova agli arresti domiciliari presso la propria abitazione dal 19 settembre, in seguito all’aggressione avvenuta la sera del 16 settembre a danno del giovane 27 enne di Pioppo dinanzi al capolinea dell’AMAT, ad un centinaio di metri dalla piazza di Monreale.

L’imputato, secondo il Pubblico Ministero, il dott. Eugenio Faletra, in concorso con il figlio minorenne avrebbe causato a Catalano plurime lesioni personali. La fuoriuscita di sangue dall’orecchio, la frattura della quinta costola, la frattura bilaterale della mandibola, tagli alla lingua e al mento, la frattura di due denti incisivi. Con la conseguente incapacità per Catalano di svolgere le ordinarie occupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni, assieme all’indebolimento permanente della funzione masticatoria. Padre e figlio, secondo il PM, avrebbero agito prendendo ripetutamente a calci e a pugni Catalano, lanciandogli contro anche una pietra.

Il Giudice per l’udienza preliminare, la dott.ssa Claudia Rosini, ha disposto il giudizio abbreviato su richiesta della difesa.

In base al capo di imputazione, A. D. G. potrebbe rischiare fino a 7 anni di carcere. Nel corso del dibattimento la difesa cercherà di eliminare le aggravanti presentate dal PM, rappresentando le circostanze che possano determinare un’attenuazione della condanna.

L’imputato ha ammesso di avere picchiato assieme al figlio la vittima, ma la strategia della difesa sarà finalizzata ad approfondire il contesto dove essa è maturata, al fine di escludere le aggravanti, e di rappresentare nel corso del procedimento delle attenuanti. Attenuanti legate alle cause che hanno determinato l’aggressione. A cosa possa essere successo prima della richiesta di aiuto rivolta dalla figlia ai genitori quando si trovava all’interno dell’autobus che da Palermo la conduceva a Monreale. Sembrerebbe infatti che la ragazza abbia avuto una discussione all’interno della vettura con Alex. Sarebbe stata così impaurita da chiamare dal proprio cellulare la madre. In casa al momento era presente il figlio che si era catapultato in direzione del capolinea dell’AMAT. Nel percorso avrebbe incrociato il padre che lo avrebbe accompagnato. 

La strategia difensiva potrebbe anche prevedere, ai fini di un’ulteriore attenuante, una condotta risarcitoria da parte dell’imputato. 

Il giudizio abbreviato prevede per l’imputato, in caso di condanna, la riduzione di un terzo della pena.

Per il figlio minorenne, che dai primi di ottobre è in custodia presso una comunità della provincia di Palermo, si procederà con giudizio separato.

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