“LE TRANSIZIONI”, di Pajtim Statovci, la storia di una ricerca sull’essere umano

Le transizioni è un taglio intenso alla propria pelle, la sofferenza di attendere quando le cicatrici saranno tali, elaborare un passato fumoso ma indicativo per costruire un presente migliore

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La ricerca dell’identità è un tema tra i più gettonati quando ci si approccia alla narrativa. Ogni scrittore o scrittrice decide quale canale percorrere e che intensità dare ai propri personaggi alla ricerca di una propria, seppur precaria, stabilità.
Le transizioni, romanzo dello scrittore finlandese Pajtim Statovci (pubblicato da Sellerio editore), è un fulgido esempio di narrativa che cerca diversi canali per evidenziare una crisi che è premessa per ottenere una propria stabilità.

Il romanzo racconta delle peripezie di Bujar, un ragazzo di origini albanesi. Il protagonista vive con profonda incostanza il suo essere figlio di una terra, di tradizioni da mantenere, di avere un padre fortemente ancorato a quelle radici. I legami di Bujar sono però molto fragili, dipendenti dalla ricerca di una propria identità, scissa da ciò che è stata la sua formazione.

Agli inizi degli anni Novanta il padre muore e la situazione in Albania precipita: è la motivazione che lo conduce a partire da quella terra, così da ripudiarla, per annullare il Bujar albanese. Un viaggio intrapreso con l’amico e confidente Agim, colui che considera più di un semplice amico, quasi amore.
Taglia il proprio cordone ombelicale con l’Albania, con le sofferenze della fame e dei soprusi subiti. Si dirige verso l’Italia; il viaggio della speranza intrapreso da tanti suoi connazionali in quel periodo si rivela un labirinto di sofferenze. Nel mentre la sua fisionomia cambia, la sua identità muta con impressionante velocità: adatta il proprio essere a seconda del contesto.

Fugge dall’Italia alla volta di altri orizzonti sino a New York. Il suo canovaccio non cambia: essere una persona diversa ogni volta, resistente e fragile insieme, inflessibile ed edonico allo stesso tempo, esprimere qualità maschili come anche femminili.
La tappa del suo cambiamento, della sua transizione a Helsinki è un salto nel buio pieno di speranze. Qui conosce Tanja, una persona che sta vivendo la fase delicata del cambio di sesso, per divenire finalmente una donna come sempre desiderato. Incontrarla per Bujar significa andare a fondo a quel percorso pieno di curve, ostacoli, ripide discese. Trovare finalmente quell’identità, dal punto di vista sociale e sessuale, quel punto fisso in cui costruire la sua precaria immagine.

Quello di Statovci è un labirinto di personalità complesse. Non c’è un tentativo di essere volutamente empatici. Le transizioni è la storia di una ricerca riguardante, chi più e chi meno, l’essere umano: provare strade, girarle, aggirarle e trovare le mete giuste. Un romanzo scritto con cura, lasciando al lettore quasi il compito di delineare quegli aspetti che l’autore volutamente non sottolinea.

Le transizioni è un taglio intenso alla propria pelle, la sofferenza di attendere quando le cicatrici saranno tali, elaborare un passato fumoso ma indicativo per costruire un presente migliore.

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