Monreale città della ceramica e dei mosaici, l’installazione di Nicolò Giuliano

L'installazione artistica donata alla Città di Monreale dal ceramista è situata in Via Benedetto D'Acquisto

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Con l’installazione donata da Nicolò Giuliano e montata questa mattina in Via Benedetto D’acquisto, si spera che Monreale divenga un museo a cielo aperto.

Il maestro Nicolò Giuliano

È stato completato, nel primo pomeriggio, l’allestimento dell’installazione artistica donata alla Città di Monreale dal maestro Nicolò Giuliano, situata in Via Benedetto D’Acquisto.
“Questa è la prima delle tre installazioni previste per i tre differenti ingressi alla cittadina normanna”, racconta il Maestro.
L’opera in questione, che accoglie chi raggiunge Monreale da Palermo, è composta da una targa sovrastante una scultura.
La prima è in pietra lavica vulcanica proveniente dall’Etna, i blocchi di materiale grezzo sono stati selezionati, tagliati e lavorati nel laboratorio di Nicolò Giuliano. La lastra è spessa circa 3 cm ed è stata infornata a quasi mille gradi, è inoltre indelebile e non rischia di essere danneggiata dagli agenti atmosferici.

Per la produzione e definizione della targa sono stai impiegati dieci giorni, racconta ancora l’artista, ” è stata cotta in un forno adatto alla pietra lavica, che può arrivare ad assorbire 50 KiloWatt, ed vi è rimasta all’interno per quattro giorni, dall’inizio della cottura fino al raffreddamento, durato circa 25 ore”.
Per la scultura in ceramica maiolicata sottostante, che rappresenta il tradizionale Re Arabo Normanno, il maestro ha inviece impiegato circa sei mesi per realizzarla. I tempi di essiccazione e di cottura sono più lunghi rispetto a quelli resi necessari dalla pietra lavica, per le dimensioni, per lo spessore e per il tipo di materia prima utilizzata. Nonostante all’interno sia cava, alcuni punti della scultura possono arrivare anche a misurare 5 cm. Questa è stata cotta per circa sei giorni, per poi esser stata maiolicata e decorata, subendo altre due cotture, così da far emergere l’aspetto particolare e affascinante che oggi mostra.

“Devo qualcosa a questa cittadina che mi ha adottato 45 anni fa – afferma Nicolò Giuliano – e credo che ognuno di noi debba fare la propria parte in base alle proprie possibilità, Monreale deve essere arricchita per diventare un museo a cielo aperto”.
Per la propria formazione artistica il maestro Giuliano ha avuto l’opportunità di confrontarsi con gli altri ceramisti, ed è proprio da questo scambio che nasce, da parte dell’artista, la volontà di differenziarsi e rendere le proprie opere più dinamiche. Da qui l’accostamento di materiali e colori che accentuano il movimento e abbandonano la staticità. “Noi dobbiamo guardare la nuova ceramica contemporanea, le nuove tecniche e i procedimenti innovativi” dice l’artista.

In questo periodo Nicolò Giuliano è inoltre impegnato su un progetto incentrato sulla figura del Capitano Basile, ma nonostante l’opera sia già definita non è ancora stata resa nota al pubblico. Sarà svelata durante un momento di commemorazione previsto per il mese di Ottobre.

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