Una lettura interessante, soprattutto nelle lunghe giornate d’estate quando la compagnia di un buon libro è sempre apprezzata. E la Sicilia che emerge tra le pagine de “Il Sigillo di famiglia” incanta ed emoziona. Un libro che ripercorre la storia di un antico e nobile casato siciliano, gli Arezzo, i cui membri, nel corso dei secoli, hanno contributo a grandi cambiamenti in Italia e in Europa. Un curioso intreccio di parentele lega questa famiglia al 35° presidente degli Stati Uniti, John Fitzgerald Kennedy, e ai Principi Grimaldi del Principato di Monaco.
Il libro, ambientato agli inizi degli anni novanta, racconta la storia dei primi del ‘900 attraverso un giovane membro della famiglia a cui viene affidato un vecchio manoscritto con tutte le memorie storiche del casato e con aneddoti singolari riguardanti vari personaggi: ufficiali di corte, cavalieri di Malta, un cardinale, una beata e perfino una dissoluta dama di compagnia. Una meravigliosa villa e un manoscritto, continuamente aggiornato, sono gli spunti che danno vita a questo intrigante romanzo che porta il lettore a fare una passeggiata tra arazzi, antichi sigilli e vecchi ricordi che il tempo non è riuscito a cancellare.
Il romanzo, interessante soprattutto dal punto di vista storico, oltre ad essere la storia di un’antica famiglia e di una Sicilia che non esiste più, è anche il racconto molto intimo del rapporto tra un figlio ed il proprio padre. Il testo è molto fluido ed accattivante, privo di barocchismi ed il lettore è come accompagnato, senza neanche rendersene conto, attraverso un’accurata ricostruzione di accadimenti storici notori.

L’autore, Michelangelo Arezzo di Trifiletti pur trattando di propri antenati, riesce mirabilmente a mantenere un atteggiamento di distacco e di imparzialità nell’esposizione della trama.