Da oltre un mese siamo costretti a stare in casa, le nostre abitudini sono state stravolte, chi lavora lo fa da casa, le palestre sono chiuse, qualcuno è lontano dagli affetti e le giornate sembrano così lunghe.
Tutto ciò incide inevitabilmente sul nostro peso corporeo e lo fa per due fattori:
- Il nostro dispendio energetico è drasticamente ridotto;
- Ci ritroviamo a mangiare senza aver realmente fame, mangiamo per noia, tristezza, paura, rabbia e per assecondare molte altre emozioni.
Il primo fattore non dipende da noi ma dal lockdown in corso; le energie spese durante il giorno sono notevolmente inferiori rispetto a quelle della nostra vecchia quotidianità. Io, così come molti miei pazienti, provo a seguire un piano di allenamenti per contrastare in minima parte la sedentarietà impostaci. Basta andare sul sito o pagina di qualsiasi palestra per trovare un workout fattibile da casa ed evitare così di trascorrere tutta la giornata sul divano.
Il secondo fattore è quello invece sul quale possiamo lavorare.
In questo periodo più che mai si mangia per assecondare emozioni, si chiama “emotional eating”: si hanno veri e propri attacchi di fame ingestibili ed urgenti, la scelta su cosa mangiare ricade solo sul cosiddetto “comfort food” (generalmente un dolce).

Nell’immediato si avverte un senso di benessere ma di lì a poco ricompariranno le emozioni negative, perché quella fame non nasce nello stomaco. Si entra così in un circolo vizioso fatto di sensi di colpa, bassa autostima e restrizioni dietetiche.
Il cibo diventa una sorta di palliativo: le emozioni che hanno scatenato la fame sono ancora lì.
Come possiamo gestire la fame nervosa? Prendendo consapevolezza di quelli che sono i meccanismi che la scatenano.
Fermiamoci un attimo e domandiamoci: si tratta realmente di fame? Di cosa ho bisogno in questo momento? Come posso soddisfare questo bisogno?
Non è affatto semplice saper riconoscere e gestire gli attacchi di fame, per questo è importante affidarsi ad uno specialista in modo da non peggiorare la situazione con pasti poveri e sbilanciati, avere maggiore consapevolezza sulla scelta degli spuntini e un supporto nei momenti di debolezza.
Ultimo consiglio: stiamo occupando le nostre giornate dilettandoci trai fornelli con la preparazione di torte e biscotti. E se invece, dopo esserci allenati o aver letto un buon libro, preparassimo del pane integrale o della pasta fresca?
Molta gratificazione senza sensi di colpa!
Loriana Caruso – dietista – https://www.facebook.com/loriana.dietista/