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Il cibo, le emozioni e la quarantena!

Ci ritroviamo a mangiare senza aver realmente fame, mangiamo per noia, tristezza, paura, rabbia

Da oltre un mese siamo costretti a stare in casa, le nostre abitudini sono state stravolte, chi lavora lo fa da casa, le palestre sono chiuse, qualcuno è lontano dagli affetti e le giornate sembrano così lunghe.

Tutto ciò incide inevitabilmente sul nostro peso corporeo e lo fa per due fattori:

  • Il nostro dispendio energetico è drasticamente ridotto;
  • Ci ritroviamo a mangiare senza aver realmente fame, mangiamo per noia, tristezza, paura, rabbia e per assecondare molte altre emozioni.

Il primo fattore non dipende da noi ma dal lockdown in corso; le energie spese durante il giorno sono notevolmente inferiori rispetto a quelle della nostra vecchia quotidianità. Io, così come molti miei pazienti, provo a seguire un piano di allenamenti per contrastare in minima parte la sedentarietà impostaci. Basta andare sul sito o pagina di qualsiasi palestra per trovare un workout fattibile da casa ed evitare così di trascorrere tutta la giornata sul divano.

Il secondo fattore è quello invece sul quale possiamo lavorare. 

In questo periodo più che mai si mangia per assecondare emozioni, si chiama “emotional eating”: si hanno veri e propri attacchi di fame ingestibili ed urgenti, la scelta su cosa mangiare ricade solo sul cosiddetto “comfort food” (generalmente un dolce).

Loriana Caruso – dietista

Nell’immediato si avverte un senso di benessere ma di lì a poco ricompariranno le emozioni negative, perché quella fame non nasce nello stomaco. Si entra così in un circolo vizioso fatto di sensi di colpa, bassa autostima e restrizioni dietetiche.

 

Il cibo diventa una sorta di palliativo: le emozioni che hanno scatenato la fame sono ancora lì.

Come possiamo gestire la fame nervosa? Prendendo consapevolezza di quelli che sono i meccanismi che la scatenano. 

Fermiamoci un attimo e domandiamoci: si tratta realmente di fame? Di cosa ho bisogno in questo momento? Come posso soddisfare questo bisogno? 

Non è affatto semplice saper riconoscere e gestire gli attacchi di fame, per questo è importante affidarsi ad uno specialista in modo da non peggiorare la situazione con pasti poveri e sbilanciati, avere maggiore consapevolezza sulla scelta degli spuntini e un supporto nei momenti di debolezza.

Ultimo consiglio: stiamo occupando le nostre giornate dilettandoci trai fornelli con la preparazione di torte e biscotti. E se invece, dopo esserci allenati o aver letto un buon libro, preparassimo del pane integrale o della pasta fresca? 

Molta gratificazione senza sensi di colpa!

 

 

 

 

Loriana Caruso – dietista – https://www.facebook.com/loriana.dietista/

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