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Carnevale corleonese, u riavulicchio torna per esorcizzare le cattive annate. Sfilata equestre e maschere non in uso da circa 70 anni

Corleone, 25 febbraio 2019 -Anticipato dal suono delle cianciane u riavulicchio andrà in giro per le strade. La maschera balla, fugge ma soprattutto ritorna dal passato. U riavulicchiu è il padrone del carnevale corleonese e torna ad esorcizzare le cattive annate. La sua figura, collegata agli ancestrali timori da sempre nutriti dai contadini si rivedrà per le vie di Corleone con la sfilata dei carri allegorici e dei gruppi in maschera dal 3 al 5 marzo. Ma non è tutto, l’intenzione dell’amministrazione è quella di fare acquisire al carnevale corleonese la sua storicità proprio per questo riprendendo spunto dalle usanze risalenti all’800, giovedì 28 febbraio è prevista una sfilata equestre. I cavalieri in maschera partiranno da via Trapani fino ad arrivare in piazza Falcone e Borsellino dove ci sarà la presentazione dei gruppi mascherati. Il carnevale è patrocinato dal comune di Corleone, dall’assessorato Turismo, Sport e Spettacolo e dall’Ars. L’iniziativa è stata organizzata dal comitato Carnevale corleonese 2019.

“Abbiamo una buona tradizione carrista – dichiara l’assessore alla Cultura Walter Rà – nonostante la lunga pausa, girando per i garage ho notato dei prodotti di ottima fattura non si è persa la mano. Era uno dei timori, pensavamo che dopo tanti anni di pausa si poteva esser persa la praticità nel maneggiare il ferro e la carta pesta, invece non è così sono stati realizzati degli ottimi carri veri e proprie opere d’arte”.

Dopo un’assenza di quasi settant’anni sfileranno delle maschere risalenti al 1948, non mancheranno per le vie di Corleone i tipici carri del nanno e della nanna. Domenica 3 marzo, al termine della manifestazione è prevista la consegna del nuovo riavulicchio di bronzo opera del maestro Biagio Governali, il trofeo sarà assegnato al carro o al gruppo mascherato più bello e pieno di fantasia. E infine, la lettura del testamento “ru nannu ri Carnevali”, simpatico nonnetto, che al termine della lettura del suo testamento, viene bruciato per indicare la fine del Carnevale, mentre tutte le maschere gli ballano attorno.

La manifestazione carnevalesca sarà accompagnata dalla presentazione, nel Complesso di Sant’Agostino il 2 marzo, del libro “U libru di lu nannu lu carnilivari” scritto dall’antropologo Leoluca Cascio, dove viene riportata la storia del carnevale di Corleone.

Il carnevale corleonese è considerato tra gli storici di Sicilia che dal novecento ad oggi ha avuto dirompenti accelerate e brusche frenate ricollegati a fatti relativi alla storia locale, in particolar modo a questioni di ordine pubblico. Negli anni ’50 il Carnevale viene vietato da un’ordinanza prefettizia, si pensava che potesse esserci qualche malintenzionato mascherato da qualche parte. Viene ripreso negli anni ’80 con la maschera tipica locale u riavulicchio per poi essere nuovamente sospeso.

“L’auspicio è che il carnevale rinasca per la seconda volta – afferma Rà – e speriamo sia definitiva. Stiamo lavorando affinché non ci siano più brusche interruzioni, come è successo in passato. La volontà è che il carnevale non sia solo una manifestazione di svago e divertimento o un’opportunità per lo sviluppo economico cittadino ma soprattutto un momento di forte valore identitario e comunitario della città”.

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