“Le supplici” di Eschilo in scena al liceo “E. Basile – M. D’Aleo” (VIDEO E IMMAGINI)

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Monreale, 6 giugno 2018 – Ieri pomeriggio, negli spazi esterni del liceo “E. Basile – M. D’Aleo” di Monreale, ha avuto luogo la rappresentazione teatrale de “Le supplici” di Eschilo. Lo spettacolo è il risultato finale di un progetto – “Dentro i Classici”, PON “Alternativamente” – che ha fatto la sua ricomparsa tra i banchi di scuola dopo ben quattro anni di dubbi e silenzi. 

I ragazzi coinvolti nel percorso, provenienti da alcune classi del liceo classico e di quello scientifico, sono stati guidati nelle attività dagli esperti Maurizio Vitale e Rosetta Iacona (già noti per aver coordinato le precedenti edizioni dello stesso PON), e affiancati dalla professoressa Agata Cusimano. 

https://www.youtube.com/watch?v=-qdPrtwliy4&feature=youtu.be

Proprio quest’ultima è intervenuta prima dell’inizio dell’esibizione per spiegare al pubblico modalità, obiettivi, risultati ma anche limiti del progetto. Ha preso poi la parola il regista M. Vitale che, con grande entusiasmo e convinzione, ha assicurato a genitori, ragazzi e docenti spettatori, che la rappresentazione sarebbe stata “bellissima”. 

Inizia lo spettacolo. Un palcoscenico scarno e indefinito; sull’ampio spazio che si affaccia su una Palermo vicina al tramonto, solo una croce, a ricordare il supplizio della fuga. Le Danaidi, come profughe contemporanee, cercano, supplici, asilo ad Argo, presso un titubante re Pelasgo che, infine, accetta di accoglierle. Ma l’ospitalità, seppur sacra ai greci, ha un prezzo: la guerra con l’Egitto, luogo da cui le donne sono fuggite per evitare un matrimonio indesiderato, è inevitabile. Protagonista centrale e indiscusso di questa tragedia eschilea, dunque, il coro femminile delle supplici: non solo donne, ma anche ribelli e decise; non solo fuggiasche, ma anche straniere in una terra altra. Eroine che, seppur “vecchie” di migliaia di anni, riescono a mostrare al mondo odierno tutta l’attualità delle proprie peripezie. Nella prima scena, le donne vengono portate in un immaginario campo profughi; lì vengono ispezionate, bisogna controllare se presentano malattie, pidocchi, e bisogna farlo attraverso l’utilizzo di mascherine e guanti in lattice. Dopo l’ispezione, la supplica a Zeus. Un’invocazione accorata, che lascia trapelare sia rabbia che speranza; segue il racconto della vicenda e una nuova supplica ad un re straniero, il quale, pieno di dubbi, ascolta il forte dolore di donne esuli. Il lungo peregrinare e gli strazianti aiuti sembrano trovare ascolto, e per le danaidi si prospetta una piccola speranza; speranza che sarà distrutta dall’araldo, messaggero di nuove sciagure, il quale comincia a battersi con Pelasgo, in uno scontro che sfiora l’animalesco. L’azione termina con le donne, disperse, a cui viene concessa la libertà e la rottura della quarta parete, attraverso la voce delle guardie, le quali hanno dimostrato una bellissima forza espressiva.

https://www.youtube.com/watch?v=-U8EvodFeiY&feature=youtu.be

Nonostante alcune imprecisioni ed errori, giustificati dalla forte emozione che solo il teatro sa dare, i giovani attori hanno dimostrato di essere all’altezza della situazione. Tanti, infatti, i momenti di pathos che hanno lasciato il pubblico col fiato sospeso, grazie all’interpretazione grintosa e appassionata dei ragazzi; ancora più numerosi gli spunti di riflessione veicolati dalla finzione artistica. Compatto e unito il coro di donne, con emozioni di rabbia, supplica, e anche sconfitta. Il personaggio Danao è stato interpretato in maniera abbastanza buona, con l’alternanza di momenti di forza a momenti di sconforto. Regale e coinvolgente il personaggio di Pelasgo, e ottima l’interpretazione dell’Araldo, il quale ha ottenuto tutto il favore del pubblico, che nello scontro tra lui e il re Pelasgo si è lasciato andare ad un applauso a scena aperta. Riuscire a portare in scena uno spettacolo corale, con poche ore a disposizione, è veramente difficile, ma il risultato è stato soddisfacente.

Alla fine della recita, gli interventi ed i ringraziamenti della preside Concetta Giannino e della vice preside Carmen Bonanno, entrambe soddisfatte e visibilmente emozionate. Spazio anche ai ricordi, con il caloroso invito sul palco, da parte del regista, di alcuni docenti ed ex-alunni del liceo che negli scorsi anni si sono dedicati con grande impegno ai corsi di teatro proposti dalla scuola. Alla rappresentazione erano presenti il Sindaco Piero Capizzi, il Presidente del Consiglio Giuseppe Di Verde e gli assessori Paola Naimi e Rosario Li Causi. Certamente, le opportunità offerte dal PON non si limitano alla sfera scolastica: è proprio grazie a questo tipo di esperienze formative che alcuni ex-studenti hanno trovato nel teatro una passione insostituibile, altri addirittura un lavoro stabile all’interno di una compagnia teatrale.

Vedere tornare in scena uno spettacolo classico in un liceo monrealese è una grande gioia per tutti coloro i quali hanno creduto fino in fondo in questi progetti. I ragazzi di quest’anno si sono dimostrati propositivi e totalmente disponibili ad imparare da chi ha una grande esperienza. Il teatro, quello vero, deve far riflettere, e ieri tutto ciò è stato messo in atto, responsabilizzando un pubblico attento e rendendolo partecipe di forti emozioni e tensioni. 

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