La Confraternita SS. Crocifisso e l’impegno verso i giovani. Valentino Mirto: “Abbiamo solo una stanza dove riusciamo a fare tanto”

0
Foto Massimo Palmigiano

Monreale, 23 aprile 2018 – “Tutti si riconoscono dal distintivo delle calze… tutti vanno in mutande, il capo coperto da un fazzoletto bianco, cinta alla vita con una fascia rossa, e sotto di essa, pendente, un largo e candido tovagliolo, come per nascondere le parti inferiori del tronco”. Così il Pitrè in uno dei suoi scritti descrive la storica divisa dei Fratelli della Confraternita del SS. Crocifisso, vestiario che da più di un secolo è rimasto lo stesso.

 

Ad aver subito dei cambiamenti è invece il tessuto sociale del territorio e le sue esigenze. Questo lo sa bene Valentino Mirto, presidente dal 2005 della Confraternita monrealese, che si è evoluta adeguandosi ai mutamenti storici ma soprattutto sociali. “Se nel ‘600 si combatteva la peste e la siccità – dice Valentino Mirto – ai giorni nostri per dare seguito con lo stesso spirito a quanto fatto da Mons. Venero si combatte la peste del momento: la delinquenza. Preveniamo le devianze con delle attrattive, con delle attività che ai giovani piacciono”.

Sono 500 in tutto e hanno dai 6 agli 80 anni i confratelli iscritti. Per chi passa per Monreale solo per la festa del 3 maggio magari non sa che quei Fratelli sotto la “vara” del Crocifisso sono impegnati tutto l’anno con la Confraternita e non soltanto per la processione. Di fatto la realtà religiosa assolve ad un ruolo sociale e si prefigge di essere punto di riferimento soprattutto per i giovani di Monreale iscritti o meno.

“Ogni giorno – spiega Mirto – siamo presenti con il centro ricreativo, con attività di calcetto, cinema, collaboriamo con le scuole”. La Confraternita è la più grossa organizzazione giovani presente in città, 12 nuovi iscritti quest’anno per un totale di circa 100 ragazzi inferiori ai 17 anni. E siccome di alternative Monreale non ne ha, il centro ricreativo è frequentato anche da altri 30 ragazzi non iscritti. “Abbiamo solo una stanza a disposizione – dice Mirto – dove riusciamo a fare tantissimo”. Ma oltre il centro ricreativo è nata anche una forte collaborazione con le scuole di Monreale per combattere la dispersione scolastica. Saranno diversi gli studenti che prenderanno parte ai diversi appuntamenti nel programma religioso previsto dal 24 aprile al 3 maggio. “Quest’anno abbiamo lavorato tanto con i giovani per far assaporare la propria tradizione anche dal punto di vista culturale e quindi bambini, sia credenti che non, potranno capire cosa accade a Monreale e perché. Oltre il Premio Basile, i bambini delle quinte elementari saranno impegnati il 30 aprile nel coro in Collegiata previsto per la proiezione del film “Questo pegno a noi lo diede” . “Cerchiamo di dare quell’opportunità che possa rendere felici i nostri ragazzi – afferma il Presidente – facciamo gite nel territorio, abbiamo anche portato qualche ragazzo allo stadio per la prima volta. La nostra confraternita vuole mettersi a disposizione della città soprattutto dei giovani”.  

Dal sociale alla diffusione della devozione del SS. Crocifisso in Italia e all’Estero, le confraternite sono comunità in cammino. Tanti i Confrati che partono e vanno in altre città per partecipare ad altre feste religiose. Spagna, Malta, Francia, Puglia, Lazio, Calabria, Umbria sono solo alcuni dei luoghi con cui sono gemellati. E questo rappresenta un motivo di crescita per la Confraternita.

In un’epoca come la nostra, segnata da un individualismo esasperato e da una globalizzazione radicale, non è da sottovalutare l’esistenza di organismi in cui si ha ancora voglia di stare insieme e di stabilire relazioni, affermando identità particolari. 

La dimensione popolare delle confraternite trova la sua più luminosa espressione nella solidarietà, che poi deve trasformarsi in una vera esperienza di fraternità. Questa consiste non solo nell’evitare qualsiasi atteggiamento di esclusione che è frutto di una “cultura dello scarto”, ma soprattutto deve promuovere un incontro effettivo e affettivo tra le persone. Il fatto che queste pie associazioni si chiamino “confraternite” dà il senso del loro impegno a vivere la fraternità. Insomma hanno un ruolo sociale oltre religioso.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.