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E se… la Street Art a Monreale?

Lanciamo una proposta: una forma d'arte per rivalutare le periferie e avviare un percorso economico virtuoso

Monreale, 01/11/2017 – In questi giorni abbiamo pubblicato nella nostra pagina Facebook immagini che vedono luoghi del territorio monrealese con prospetti artistici. Esempi di come qualsiasi luogo può cambiare attraverso l’arte di strada.
La street art compare negli anni ’90 come fenomeno sociale: muri, edifici abbandonati e vagoni dei treni vengono presi di mira da questi writer. Col tempo il fenomeno è mutato e da quello che prima poteva esser definito un “atto vandalico”, è nata la street art una “corrente artistica” che regala capolavori alla portata di tutti e che viene incentivata e finanziata da enti pubblici e privati.
Esistono realtà italiane e non che partendo da questa forma d’arte hanno ribaltato il percorso turistico, economico e sociale del proprio comune.

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Negli anni ’80 il comune di Diamante in Calabria cominciò a far utilizzare i muri della cittadina come delle grandi tele, facendo rinascere nei residenti che vi abitavano “il gusto della conservazione del proprio passato, per un’idea viva, che proietti nel futuro”. Ad oggi sono più di 150 i murales che richiamano tanti curiosi turisti a visitare Diamante.
Negli ultimi anni a Favara, in Sicilia, è nato il Farm Cultural Park: una galleria d’arte, una fabbrica di idee e residenza per artisti. In questo cortile molti artisti internazionali della Street Art hanno realizzato molte opere. Il giornale britannico Purple Travel ha classificato Favara al sesto posto al mondo come meta turistica di arte contemporanea. In un anno 120 mila turisti hanno visitato il Farm, in soli tre anni sono nati nuovi hotel, ristoranti, B&B, negozi e sono ritornati i bar nella piazza principale del paese.
E così tanti altri luoghi sono ritornati a vivere grazie all’arte.
Ma perché investire sulla Street Art? I motivi, oltre a quelli turistico/economico, sono molti. La Street Art diviene un deterrente per le nuove generazioni contro il vandalismo, ma, soprattutto, permette ad un ente pubblico di valorizzare le aree poco centrali e le periferie.
Insomma, “La bellezza salverà il mondo”, o almeno ci si può provare.
Il nostro territorio offre tantissimi prospetti, alcuni li abbiamo mostrati in questi giorni. Abbiamo un Liceo artistico con tanti giovani artisti che, oltre al mosaico, studiano decorazione, figura umana, progettazione.
L’amministrazione potrebbe lanciare bandi di idee e/o concorsi interni al Liceo artistico, aprire un tavolo tecnico con privati, associazioni e commercianti e trovare il modo di offrire a questi giovani degli spazi artistici oggi, per un futuro migliore domani, sia economico che sociale.

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