Monreale, 01 novembre 2017 – In questi giorni le vetrine delle pasticcerie si riempiono di colori, a far da protagonista nei banconi è la storica frutta di Martorana, un dolce tipico della festa dei morti in Sicilia. I più volenterosi portano avanti la tradizione e realizzano a casa il dolce, riservando il gradito regalo a parenti ed amici.
Internamente è simile al marzapane ma notevolmente più dolce e saporito, la frutta di Martorana è stata inserita nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani, le sue origini si ebbero nel palermitano.
Secondo una nota tradizione, la frutta di Martorana è nata perché le monache del monastero della Martorana, per sostituire i frutti raccolti dal loro giardino, ne crearono di nuovi con farina di mandorle e zucchero, per abbellire il monastero per la visita del Papa dell’epoca. Deve il suo nome alla Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana, eretta nel 1143 da Giorgio d’Antiochia, ammiraglio greco-siriaco del re Normanno Ruggero II, nei pressi del vicino monastero benedettino, fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana nel 1194, da cui prese il nome, e di quello di Santa Caterina nel centro storico di Palermo dove le suore la preparavano e la vendevano fino alla metà del 1900.
Festa dei Morti vs Halloween. Se la tradizionale Martorana ancora resiste tra le nuove generazioni, non si può dire lo stesso per il cesto dei morti, un’usanza tipica siciliana tramandata dai nonni che via via è scomparsa. La Festa dei morti prevedeva che ogni famiglia preparasse un cesto colmo di “scaccio”, frutta martorana, ossa di morto e pupi di zucchero. Oggi? Diversi genitori preparano zucche illuminate e accompagnano i figli ai party di Halloween, ricorrenza anglosassone che negli anni l’Italia ha fatto propria.