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Segni e simboli nell’iconografia di Santa Rosalia. Fino al 5 settembre visitabile la mostra a Monreale

Contrada Santa Rosalia. Oltre ai momenti di preghiera sarà possibile visitare il "Percorso espositivo su immagini iconografiche e devozione popolare". IL PROGRAMMA

Chiesa Santa Rosalia Monreale

Monreale, 1 Settembre 2017 – Anche quest’anno nella Parrocchia di Santa Rosalia sita nella contrada omonima in Monreale, verrà ricordata la Santa e il suo passaggio nel luogo, attraverso un “Percorso espositivo su immagini iconografiche e devozione popolare“. Dal 1 al 5 settembre nella Chiesa della contrada monrealese sarà possibile visitare la mostra, organizzata e realizzata da Padre Francesco Terrasi insieme alla comunità della Parrocchia.

Nel percorso espositivo, insieme ad opere di valore storico, sono inserite immagini di produzione popolare, frutto di una semplicità fiduciosa, di un amore senza uguali per la “Santuzza.” Tutti gli oggetti vengono raccolti ed esposti, al di là dei criteri scientifici, solo per innalzare un inno alla Santa e porgerle un sentito omaggio. I soggetti esposti coprono un arco temporale compreso tra il XIX e XX secolo. Si distinguono diversi prodotti artistici, da quelli votivi a quelli di tipo devozionale, come la produzione di immagini sacre, stampe, quadretti e oggetti di soggetto religioso, nelle diverse tipologie.

Santa Rosalia e il Cacciatore

I simboli iconografici che si riscontrano nelle varie immagini di S. Rosalia, sono elementi che fanno sintesi della sua vita e rinviano ad un messaggio di tipo catechetico sulla vita e virtù praticate dalla Santa. Il percorso iconografico fa riferimento a quella tipologia di elementi che caratterizzano le immagini di S. Rosalia, “nati” dopo il rinvenimento delle sue reliquie, a partire dal 1624.

 

 

 

Gli attributi più ricorrenti nelle sue rappresentazioni sono: la corona di rose, il giglio, il teschio, il bastone, la conchiglia, il vangelo, il Crocifisso, la grotta, l’abito e i lunghi capelli sciolti. Analizzando singolarmente questi elementi che racchiudono uno specifico messaggio catechetico, i partecipanti  saranno condotti  attraverso un percorso visivo, guidati dagli artisti che li hanno prodotti e che con la loro devozione alla “Santuzza”, hanno cercato di svelare qualcosa del mistero della sua santità.

Le diverse immagini prese in esame hanno per i credenti una funzione consolatrice, queste erano di conforto ai fedeli e di aiuto nelle loro preoccupazioni quotidiane, e perciò strettamente legate alla religiosità popolare e nella fede semplice hanno assunto una valenza apotropaica, cioè quella di tenere lontano l’influsso dello spirito del male, che secondo la mentalità popolare si manifestava nelle malattie, disgrazie, momenti difficili.

Pertanto, la tradizione popolare ha sempre attribuito alle immagini sacre valori taumaturgici, miracolosi, salutari e usati come rimedi soprannaturali. Spesso tali immagini erano caricate di una funzione più prossima alla supertizione, ove la cura dei malanni era mischiata a scongiuri e pratiche con particolari orazioni dialettali, venendo così equiparate a medicina popolare, assumendo così un uso funzionale nel sentimento religioso – popolare. Nell’Ottocento alcune di queste immagini, che erano riprodotte nei santini di piccoli dimensioni, furono stampate in cromolitografie, in formato molto grande, da “esposizione”. Tali immagini per il loro basso costo hanno reso il sacro a “portata di mano” e furono quelle maggiormente destinate alle classi meno facoltose, per cui ebbero larga diffusione.

Dunque, le immagini devozionali usate dai fedeli per un bisogno di protezione e il potere miracoloso che il popolo gli attribuiva, non venivano ricusate dalla Chiesa, ma tollerate in modo tacito. Ciò ne ha consentito un’ampia diffusione nel territorio. Per i pellegrini in cammino verso la S. Grotta di Rosalia la Santa è stata, è e sarà sempre motivo di speranza e di fede per tutti coloro che l’invocano.

Programma Santa Rosalia
Programma Santa Rosalia
Programma Santa Rosalia

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