Monreale, 22 gennaio – “La Monreale che fu”, la pagina Facebook è nata qualche mese fa ed ha già un buon seguito di persone. Nata con lo scopo semplicemente di far riaffiorare ricordi sopiti, momenti dimenticati di una quotidianità che ci appartiene. Vogliamo far rivivere con immagini ed aneddoti quello che i nostri bisnonni, nonni e padri hanno vissuto in prima persona.
“La fotografia ti permette di fermare l’attimo, cogliere un istante, fermare il tempo. Lasciare ai posteri un ricordo della tua vita, lasciare che qualche altro veda con i tuoi occhi”, sostiene Giovanni Amodio. A questo umilmente punta la pagina: lasciare indelebile nel tempo momenti che vivranno sempre con noi e con chi dopo di noi avrà la curiosità di conoscere ciò che eravamo. Noi siamo frutto della nostra storia, la storia dei luoghi in cui siamo nati va preservata e custodita gelosamente.
Così abbiamo deciso di salire su una semplice e piccola “utilitaria” chiamata “La Monreale che fu”, invitandovi a percorrere con noi questo viaggio che speriamo possa portarci indietro in un tempo che fu. Un tempo che vide lungo i suoi rintocchi i cambiamenti che noi esseri umani siamo bravi ad apportare, senza curarci di ciò che distruggiamo, bello o brutto che sia, in nome del progresso e del benessere.
La fotografia o qualsiasi altro documento è una fonte storica, ovvero una testimonianza diretta di un evento che noi non abbiamo vissuto ma che attraverso la pagina Facebook “La Monreale che fu” possiamo rivivere; anche grazie ai vostri contributi, se riterrete di condividerli con gli altri.
Continuate questo viaggio insieme a noi, continuate a frugare nei cassetti dei genitori, dei nonni, degli zii, continuate a far conoscere la pagina. Più siamo più rovistiamo, più conosceremo e più potremmo far conoscere.
“Le fotografie possono raggiungere l’eternità attraverso il momento.”
Henri Cartier-Bresson















