Monreale 28 Novembre 2016 – Monreale 27 Novembre ore 16,30, Sala della Pace, Suor Maria Guadalupe, missionaria argentina della Famiglia religiosa del Verbo incarnato, si racconta con un italiano perfetto, nonostante non abbia mai vissuto nel nostro paese.
Chi siede ad ascoltare, presso una conferenza sul tema della guerra in Siria, è sicuramente convinto di scontrarsi con l’orrore, col dolore che strazia, con la mancata accettazione della morte da parte di un popolo vittima del terrorismo. Suor Guadalupe è una “portatrice sana” di sorrisi, li ha raccolti e conservati durante i suoi lunghi anni di missione in Medio Oriente e poi nei cinque trascorsi in Siria. La Siria, un luogo che prima della guerra poteva essere definita come terra piena di bellezza. Le diapositive testimoniano lo sfarzo di Aleppo e lo scempio della distruzione che scoperchia e dilania interi quartieri. La guerra, i siriani non l’hanno mai voluta.
Chi sta bene, a chi non manca il lavoro ed ogni forma di benessere, non auspica l’inizio di una guerra, è facilmente intuibile allora che la guerra è stata pianificata dall’esterno. La guerra nasce sempre da motivi economici, da interessi che trascendono le motivazioni apparenti. Chi vuole comprendere una guerra deve essere esperto in “dietrologia”.
La Siria è un paese ricco, pieno di pozzi di petrolio, indipendente ma oltremodo scomodo. Suor Guadalupe insieme alle ragazze universitarie che segue all’interno della Casa Missionaria hanno seguito come sia stato innescato l’ordigno della guerra. Da piccoli villaggi, movimenti terroristici cominciavano a seminare la morte ma i mass media divulgavano nel mondo le false notizie di una ribellione pacifica dei siriani desiderosi di democrazia. I media ci imbeccavano con servizi che proponevano inni contro il presidente siriano, ma in arabo erano canti di solidarietà al Presidente. I ribelli assoldati dallo stato islamico stanziano nella parte est e nord-est della Siria e come obiettivo sensibile hanno i musulmani moderati e soprattutto i cristiani. Non importa se sono vecchi, adulti o bambini, sono cristiani e devono morire. Vengono segnalate le loro scuole, le chiese e le abitazioni e si uccide, si tortura, si seppelliscono bambini vivi dinanzi le madri, si crocifiggono piccoli innocenti. Si parla di quasi quattrocentomila vittime. Ma i Cristiani non cedono, non umiliano la propria fede. I Cristiani della Siria sorridono dinanzi alla morte e dichiarano che i terroristi possono privarli di tutto ma non del cielo. La loro vita continua tutti i giorni nonostante la pioggia, così chiamano i razzi.
I ragazzi vanno a scuola, si studia nelle università, ci si laurea e suor Guadalupe mostra orgogliosa le foto di due giovani donne, che vivono nella casa missionaria, laureate in medicina e biotecnologie. Ciò che stupisce è la forza dello spirito dei cristiani di Aleppo, loro non sanno cosa li aspetta ogni giorno, la pioggia potrà cadere su di loro, sui loro cari ma nonostante tutto hanno la speranza per il futuro. Posseggono quella gioia che non si misura con le cose del mondo ma con la gioia di guadagnare il cielo.
La Conferenza si è conclusa con un canto di Maxi Larghi dal titolo “Soy Nazareno”. I cristiani vengono denominati nazareni dai jihadisti e tingono le loro case con la lettera nun. I cristiani hanno scelto la stessa lettera come simbolo dei cristiani, non temono di morire. Cantare è pregare due volte conclude suor Guadalupe con S. Agostino e intona un bellissimo canto in arabo dal titolo “Sotto la tua protezione”.
Il suo messaggio è chiaro! Suor Guadalupe in Medio Oriente così come in Siria ha vissuto la grandezza del messaggio evangelico metabolizzato dai cristiani martirizzati ed ha vissuto analogamente l’indifferenza dell’Europa e del mondo (ad esclusione della Russia, l’unica che lotta al fianco dei siriani) che rimane a guardare, che apre le frontiere ai rifugiati ma continua a vendere armi a chi ha progetti di sterminio.
Suor Guadalupe ci invita a riflettere: Europa…più che aprire le “porte” apri gli occhi!