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Gheta Pupella dopo un lungo cammino di fede diventerà suor Gheta Maria Benedetta

“Se la tua strada ti chiama, seguila”…. Passo dopo passo l’abbrivio l’ha portata in avanti, dove non pensava di avere il coraggio di arrivare. Proprio così, lunedì 21 novembre Gheta Pupella indosserà una nuova veste, chiamata per una speciale sequela e per elevarsi al servizio di Dio, indosserà un abito che sarà consegnato dall’arcivescovo Mons. Pennisi. Nella solenne celebrazione, che si svolgerà nella parrocchia di Santa Rosalia, sarà consacrata nella professione perpetua quale Oblata Benedettina al Divino Amore: suor Gheta Maria Benedetta.

In passato, è stata proprietaria di un noto negozio d’abbigliamento, “Bimbo In”, anche per questo molto conosciuta dalla gente. Ascoltando il silenzio dei suoi passi, dell’acqua e del vento, Gheta ha deciso di intraprendere un cammino d’amore – così come lo ha definito lei – che domani le aprirà le porte di quella che sarà la sua nuova casa, la sua nuova vita. Abbracciando la nuova regola di vita, ispirata a San Benedetto abate, la neoprofessa si impegnerà a seguire la vita monastica facendo voto di conversione, castità, povertà, obbedienza e abbandono in spirito di solidarietà con i più poveri e i sofferenti; guidata e sostenuta da Madre Anna Maria Canopi, Abbadessa e fondatrice dell’Abbazia “Mater Ecclesiae” (sull’Isola di San Giulio – Novara). In una quotidianità frenetica, il senso profondo della ricerca, della spiritualità, della riflessione e dell’umiltà nel mettersi a servizio del prossimo è una scelta sicuramente di coraggio. Due sono i semi che sono stati raccolti da Gheta: la via del silenzio e la via della meditazione. Attraverso l’ascolto ha imparato ad accettare e comprendere la vita, a capire che i muri sono solo nella mente. La spiritualità benedettina è soprattutto biblica, gustare il silenzio senza temerlo; una vocazione monastica che la condurrà a vivere di preghiera, ascolto e lavoro.

In molti conoscono la storia della futura suora, per questo si saranno chiesti che ne sarà dei rapporti con la famiglia. Ecco, con semplicità e naturalezza lei spiega: “la vita eremitica non significa isolamento. La via del silenzio e della meditazione intrapresa – continua Gheta – sarà fonte d’amore e di energia che dedicherò al prossimo”. Quindi, così come “monaco” significa solitario e non isolato, Gheta non abbandonerà le figlie e i nipoti, ma come tutte le suore benedettine ha scelto la solitudine e il silenzio come stile di vita; vivendo tra la preghiera e la cura del prossimo.

Nonostante la donna fosse schiva ad ogni forma di protagonismo personale, abbiamo ritenuto opportuno far conoscere la presenza in città di una risorsa a disposizione di tutti, credenti e non credenti.

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