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Violenza sessuale a Sarno. Fenomeno trasversale. Quali interrogativi?

Monreale, 15 settembre 2016 – E l’uomo tornò alla caverna, dentro quell’antro privo di luce deformato dalle ombre di pseudo-modelli da imitare. Ha agito in branco, ha mostrato la sua forza bruta priva di coscienza. Ha ottenuto il piacere abusando e violando le più banali norme di convivenza civica. Questi episodi, non isolati, di giovani adolescenti che stuprano in branco, di uomini che sfigurano con l’acido i volti delle donne, di maturi e attempati signori che uccidono le compagne perchè incapaci di accettare la scelta libera di una donna che vuole prendere in mano la propria vita, devono aprire in ognuno di noi una serie di interrogativi. Siamo tutti responsabili perchè gli attori principali sono figli, fratelli, mariti, giovani della porta accanto incensurati, apparentemente irreprensibili, spesso studenti modello ma che hanno cosa come modello?
Siamo a Sarno in pieno centro, una ragazza di soli sedici anni viene adescata, è bella, piace. La conducono in un garage sito in un luogo isolato. La violentano a turno cinque minorenni dai 15 ai 17 anni. Questo episodio di turpe violenza potrebbe essere stato commesso a Milano, a Genova, a Palermo. La violenza sulle donne è un fenomeno trasversale che non dipende in nessun modo dallo status sociale, nè dalla regione d’appartenenza, nè dal titolo di studio.
Sono certa che se facessimo un’intervista sull’argomento che stiamo affrontando in tantissimi risponderebbero che sono le ragazze a provocare… usano gonne troppo succinte e abiti eccessivamente aderenti che accendono la sessualità maschile. Lo stupore non nascerebbe dal fatto che tali dichiarazioni vengano fatte da maschi “trogloditi” ma dall’inammissibile sottomissione alla violenza come atto accettato passivamente dalle donne. I maschi tranne casi sporadici vengono educati dalle madri e vivono a stretto contatto con sorelle, zie e nonne incapaci di sradicare gli stereotipi di genere. L’uomo non è “cacciatore” e la donna non è una “preda”, non è un oggetto che soddisfa maschi vogliosi. E’ necessario che vengano programmati attraverso la scuola, prima agenzia educativa, incontri, convegni, drammatizzazioni con scambi di ruolo che formino le nuove generazioni e le vecchie all’accettazione della diversità di genere come risorsa per una crescita sana. Le televisioni in sinergia con le agenzie educative programmino un palinsesto che non inciti alla violenza e che non promuova la mercificazione del corpo attraverso spot altamente nocivi.
E’ la nostra la società in cui tutti si prendono quello che vogliono, tutto diventa giusto perchè giustificabile. Politici che adescano ragazzine, preti che abusano di minori sono notizie che vengono sbattute sulle reti mediatiche a volte con fare sadico reiterandole con dovizia di particolari nei pomeriggi in famiglia come se fossero i biscotti della merenda.
Dovremmo ripristinare l’uso di quella coscienza aberrata ormai da secoli, quella parte sana del Super Io censore, coscienza categorica, assordante non più narcotizzata capace di proteggere col suo rigore il prezioso dono della libertà.
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