Monreale, 4 settembre 2016 – “L’amuri pi la nostra terra incantata cuntamulo ancora, per fare a notti cchiù stiddata”. Con questi versi della poetessa monrealese Maria Sapienza è stata inaugurata ieri sera, nel terrazzo dell’hotel Savoia, la prima edizione di “Poesia sotto le stelle il vecchio e il nuovo della poesia siciliana”, una rassegna dedicata alla poesia e alla tradizione musicale siciliana.
Un progetto ideato dalla stessa poetessa e dalla prof.ssa Romina Lo Piccolo, con la collaborazione del musicista Maurizio Curcio e della cantante Roberta Scacciaferro, e promosso dall’assessore alla cultura Nadia Olga Granà. Il filo conduttore della serata è stata la lingua siciliana, partendo dalla tradizione cinquecentesca di Antonio Veneziano, massimo esponente della cultura e della poesia siciliana e monrealese, per giungere ai versi di Mariella Sapienza.
“Dobbiamo soffermarci – ha spiegato la poetessa Maria Sapienza nel presentare il progetto – ai legami con la nostra tradizione e con il nostro passato, e non dobbiamo abbandonarla, ma lasciare ai giovani il testimone della nostra cultura siciliana. La Sicilianitudine, che non è solamente il parlare in siciliano, ma è un modo di pensare, i colori, gli odori, i sapori, che non devono essere dimenticati”.
“Il dialetto siciliano – ha completato la prof.ssa Lo Piccolo – assurge a dignità letteraria nell’ambito della scuola poetica siciliana nel tredicesimo secolo con Federico II e verrà codificato come lingua aurea da Dante nel “Devulgari eloquentia”. Il dialetto siciliano ha caratteri forti, espressione della Sicilianitudine, uno stato d’animo, una condizione esistenziale, caratterizzata da un forte senso di appartenenza alle radici, alle proprie origini, in bilico tra il tragico e il comino, tra il reale e l’ideale, tra la luce e l’ombra, tra il mito e la storia”.
La poesia dialettale è stata declamata da sette studenti appartenenti alle scuole superiori di primo e secondo grado di Monreale, intervallati dai brani, tratti dall’album “Arie di Sicilia”, interpretati dalla bellissima voce di Roberta Scacciaferro, accompagnata al pianoforte dal maestro Maurizio Curcio. A loro si deve lo studio dei testi dei canti antichi delle contadine, poi musicati e digitalizzati.
“E’ l’entusiasmo per la bellezza del nostro patrimonio culturale ad averci spinto a portare avanti questo progetto. Un patrimonio – ha sottolineato la Lo Piccolo – da affidare ai giovani perché conoscano le loro radici, ma anche perché, a partire da queste, sappiano guardare al futuro. I valori della nostra cultura sono fondativi della nostra identità, e solo a partire da una identità consapevole si può esercitare una cittadinanza attiva e critica”.
A fine serata l’assessore alla cultura, Nadia Olga Granà, ha rilasciato un attestato ai piccoli lettori.





















