È stata inaugurata il 15 ottobre, a Valletta, nell’isola di Malta, la mostra “L’Altrui Altrove” dell’artista monrealese Benedetto Norcia, organizzata dalla fondazione italiani.it.
L’artista monrealese sta presentando una collezione di mosaici, acquarelli, sculture e quadri.
“A Platone – spiega Benedetto Norcia nel corso di un’intervista rilasciata a italianiamalta.com – si deve la creazione dell’iperuranio ossia il mondo delle idee, dove l’assenza di materia le rende perfette. L’Altrui Altrove è l’invito e l’auspicio che il fruitore delle mie opere possa trovare il proprio altrove. L’opera d’arte ci parla e ad ognuno dice la propria verità. L’opera ci conduce nel suo mondo ed ognuno di noi ne percepisce una sfaccettatura, quella che risuona con la nostra anima. Quando ciò accade assistiamo al miracolo della creazione del nostro altrove. Attenzione, l’Altrove non è un luogo fisico, ma la consapevolezza della propria anima e quando comprendiamo questo siamo in grado di rendere migliori noi stessi, la società e il mondo in cui viviamo”.
Fin dall’età di otto-nove anni Benedetto Norcia manifesta un’appassionata attrazione per l’arte. Dopo la terza media si iscrive all’Istituto d’arte per il mosaico e contemporaneamente frequenta l’atelier di pittura e mosaico del maestro Pino Anselmo. Dopo aver completato la sua formazione scolastica, si trasferisce a Chiasso dove apre un atelier, frequentato sia dalle persone che amano il settore artistico sia da coloro che sono capaci di entrare nell’anima dell’artista attraverso la propria sensibilità.
“Per me l’artista è la cartina di tornasole della società, l’anima più sensibile e colui che possiede il polso della società in cui vive”, raccontava l’artista nel corso di una nostra intervista, dove spiegava l’importanza delle tecniche utilizzate, con le quali esprimere sentimenti e ricordi. “Quando disegno con le matite colorate ricordo la mia infanzia. Ciò mi porta a fare dei parallelismi tra i pensieri della mia infanzia e quelli di oggi. Attraverso la pittura, la mia anima scende sulla tavolozza e danza coi colori, dopodiché anima e colori vanno sulla tela. Quando scolpisco, la mia anima scende dalle mani, si imprime nell’argilla, invece, quando modello, incide il legno o la pietra”.
Ma oggi il ruolo dell’artista è cambiato. “Manca il vincolo della committenza, oggi l’artista lo fa per sé e cerca di offrire al mondo una propria visione nel raccontare le cose”.
La mostra è visitabile fino al 29 di ottobre presso la Società Dante Alighieri al 134 di Old Bakery street, tutti i giorni dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 17.00 alle 20.00.



