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La ragazza con i capelli strani: il pensiero generale di Foster Wallace

Nove racconti in cui emerge tutta la curiosità dello scrittore sulla società che vive

Difficilmente puoi trovare uno scrittore così curioso come David Foster Wallace. L’americano, scomparso nel 2008 suicida, è uno dei migliori scrittori della sua generazione, capace di tramutare turbolenza e timidezza in sana curiosità. Nella sua carriera ha scritto di tutto, si è interessato di capitalismo o di tennis con lo stesso gusto appassionato e diretto. Nel 1989, due anni dopo il suo esordio letterario con “La scopa del sistema”, pubblicò una geniale raccolta. Nove racconti in cui emerge tutta la curiosità dello scrittore sulla società che vive, su come qualsiasi elemento della contemporaneità contribuisse a delineare destini e desideri di ogni singolo individuo.

La ragazza con i capelli strani (Minimum fax, 302 pp., 14 euro, traduzione di Martina Testa) è l’ideale miscuglio di tutte quelle peculiarità con cui Foster Wallace troverà rifugio e condanna nel corso degli anni successivi. In questi racconti infatti vengono illustrati e lucidamente analizzati temi quali: il conflitto nell’amore, la popolarità, il capitalismo americano, la salute, la vendetta, la politica che si ripercuote nella cittadinanza, la televisione e la popolarità che ne deriva. I personaggi che struttura sono delle cavie proiettate in questo grande esperimento antropologico che si chiama Stati Uniti. Se a ciò si aggiunge due ingredienti ulteriormente fondamentali per l’analisi di Foster Wallace (l’alienazione e la solitudine) si capisce che c’è il sintomo del manifesto programmatico su quanto ci sia da raccontare, oltre al piacere per il racconto stesso.

Più la lettura passa e sempre più arriva un sentimento strisciante che Foster Wallace quasi istiga a raggiungere: un senso di paura su come la società strumentalizzi il singolo. L’impreparazione a non farsi trascinare è la chiave della società americana degli anni ottanta ma è anche una caratteristica riconducibile pure ai tempi che viviamo, quelli in cui sembra che ognuno di noi abbia a disposizione tutti gli strumenti possibili per essere pronti (ma in realtà è tutta illusione). Una raccolta di racconti che spesso si ferma, si trasforma in sfogo e si domanda implicitamente cosa fare per affrontare al meglio questo mondo. La risposta non c’è, è senza vocali e consonanti, non ci è concesso di metterla in mostra. Questa è la questione di ieri, oggi e presumibilmente di domani.

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