PIANA DEGLI ALBANESI – Ci sono cose che appaiono giusto il tempo di creare discussioni per poi scomparire nell’indifferenza paesana. È il caso del murale di maioliche dedicato al Venerabile Padre Giorgio Guzzetta.
L’opera succitata, creata dal maestro Gigi Vaiana, dopo la sua inaugurazione da parte del Vescovo e del Sindaco, è stata rimossa dal punto in cui era stata ubicata: sul lato sinistro (per chi guarda) dell’entrata della Chiesa della Madonna. La vicenda della disinstallazione ha avuto luogo nel più recondito silenzio, e nessuno, compreso me, conosceva la sorte dell’opera di Vaiana.
Piana degli Albanesi, polemiche sul murale del maestro Gigi Vaiana dedicato a Padre Giorgio Guzzetta
Un giorno, per puro caso, i miei dubbi sono stati dissipati allorché mi sono recato per incontrare Papas Jani nell’ex campetto del Seminario Diocesano. Lì ho rivisto il murale, dislocato in luogo “sicuro” e soggetto ai tiri a giro dei ragazzini che utilizzano lo spiazzo come campetto di calcio. Di fatto il murale è ormai “quasi nascosto” agli occhi indiscreti degli arbëreshë, gli stessi che nelle settimane scorse, trasportati nel più insipiente trasformismo, sono divenuti improvvisamente critici ed esperti di collocazione urbana di opere d’arte, recensendo lo stile del murale di Maioliche con in mano, anziché un libro sacro, il Codice dei Beni Culturali.
Nonostante Padre Giorgio Guzzetta sia senza dubbio l’arbëresh più importante a cui Piana abbia dato i natali, sovviene in mente una locuzione latina che nella sua brevità descrive, in chiave quasi ironica, quello che è accaduto: nemo propheta in patria. Vale anche per il Venerabile? Forse per alcuni, a memoria di Padre Giorgio Guzzetta, è sufficiente la statua collocata in Piazza Vittorio Emanuele? Di sicuro l’Eparchia avrà avuto motivi più che validi per spostare il murale.
