Fontane, traffico, parcheggi, verde, prospetti dei palazzi, luci. Sono diversi gli spunti di riflessione che l’architetto Giulia Pellegrino vuole dare per il rilancio della città di Monreale. La consulente al decoro del Sindaco Alberto Arcidiacono ha già trattato la questione dell’arredo urbano. Oggi affronta una serie di altre questioni.
- Le fontane. L’importanza delle fontane e dell’acqua. Monreale é ricca di acqua e puntellata da fontane di marmo. Alcune maestose, altre decorative, altre ancora piccole, discrete ma non per questo non preziose. Queste ultime che ci riportano ad uno spaccato di vita passata quando per avere l’acqua nelle nostre case bisognava andarla a prendere. Ho visto foto storiche di Monreale con “l’acquaiolo”. Tanti antichi mestieri di cui é giusto conservare memoria e che danno ancora più valore gli agi di oggi. Sarebbe bello poterle ripulire, far tornare i marmi alla lucentezza delle loro origini, ricomporne i pezzi e godere di un percorso urbano e di arrivo alla città a suon di sciabordio. Pensiero a parte merita la fontana del Pescatore costruita nel 1768 ad opera del Marabitti per volere dell’arcivescovo di Monreale Francesco Testa. Una fontana maestosa. Un cerchio che riempie la curva a gomito e che fa da testa alla sequenza delle altre due fontane (la f. del drago e la f. ad emiciclo dell’albergo dei Poveri in stile neo classico) sulla salita per la Piazza. Ci siamo mai soffermati a guardarla? L’opera richiama lo stile del Serpotta ed è costituita da una grande vasca marmorea posta su due file di gradini. Cinque putti: Due che cavalcano due delfini emergenti dalla roccia, altri due che si specchiano nell’acqua e l’ultimo, che da il nome alla fontana, seduto su una roccia nell’atto di pescare. Questa fontana per Monreale é una porta. Una soglia. Eppure ricade nel territorio di Palermo che l’ha dimenticata. Penso che dovremmo chiedere al Comune di Palermo di togliervi il velo dell’indifferenza e di ridarle cura, bellezza, teatralità e il lustro di un tempo al momento sospeso.
- Il verde. Aiuole, cercini, bordi delle strade. La dimenticata villa e la desolata anti-villa. Creare ordine e decoro agli spazi verdi significa scegliere ciò che abbellisce e ciò che crea confusione. Le infestanti e allo stesso modo le piante non consone al contesto e i cauli delle palme mozzate a causa del punteruolo rosso, creano disordine e un senso d’incuria. Se invece, tolto il superfluo, creassimo tra le specie arboree ed arbustive un ritmo, una gerarchia volumetrica e un rapporto di forma, ecco che anche le nostre piazze, i nostri slarghi, le nostre strade ci apparirebbero più curate e pulite.
- La villa é un dolore. Uno spazio preziosissimo dimenticato. Uno spazio che custodisce molti ricordi, che ci riporta bambini mentre, paradossalmente, i bambini e i ragazzi di oggi non lo conoscono nemmeno. Lasciato al crollo, ci auguriamo tutti che presto vi si possa intervenire strutturalmente e architettonicamente, come da progetto definitivo approvato.
- I prospetti. I prospetti, come una volta avevo già scritto, pur essendo la pelle di proprietà private, hanno un carattere pubblico in quanto costituiscono i fronti delle strade. Oggi si vive il paradosso dei centri storici che di storico hanno conservato ben poco. Sarebbe auspicabile che, approfittando dei diversi bonus attualmente vigenti e in linea al R.E. che impone decoro e manutenzione, vi fosse una cogente presa di coscienza e di responsabilità nel provvedere alla ristrutturazione di tutte quelle case storiche lungo le vie principali (e non solo) ormai vetuste o quasi prossime al crollo. Nella fattispecie, oltre ai un fatto di decoro, si tratta anche di sicurezza.
- il colore. A proposito di prospetti e manutenzioni straordinarie, il colore non ha un’importanza secondaria. Questo serve a dare armonia, ad esaltare le modanature, i fregi, le decorazioni. Il colore ci fa percepire (insieme alla luce e alle ombre) i dettagli. Che colori scegliamo, dunque, per la nostra città?
- Le luci. Auspicherei ad un progetto di illuminazione pubblica che oltre a rispondere alla ratio di sicurezza, desse lustro e risalto ai nostri monumenti, statue, fontane, archi. Un progetto di illuminotecnica finemente curato anche nella scelta del calore della luce (calda-gialla o fredda-bianca) così da non percepire gli spazi della città in modo piatto ma nel risalto delle sue volumetrie, dei suoi vuoti e dei suoi materiali. Anche le insegne dei negozi, la sera, diventano un decoro di luce. Per questo sarebbe bello che venisse istituito all’interno del suap uno sportello ad hoc che ne valuti i progetti o che li indirizzi.
- il traffico. é un punto complesso che riflette il grado di vivibilità di una città. Monreale ha una viabilità ad anello, strade tutte a senso unico e un centro molto piccolo rispetto al suo bacino d’utenza. Troppe macchine. Troppi pochi posti. I residenti del centro vivono male. Credo che l’unica soluzione sia quella di creare dei parcheggi a stella attorno al paese e di sfruttare gli esistenti non solo per i turisti, fornendo un servizio navetta parcheggio-centro a tutti i non residenti.
Monreale e il decoro urbano, cosa ne pensa l’architetto Giulia Pellegrino
fatti e non chiacchere ne abbiamo sentite tante di chiacchere da quando ero piccolo ho solo sentito chiacchere