PALERMO – Sarà esposto a Villa Zito, in via Libertà a Palermo, dal 13 dicembre al 10 gennaio, il Crocifisso ligneo del Duomo di Monreale. Si tratta di un gioiello dell’arte cinquecentesca romana, incastonato all’interno del Duomo normanno del Re Guglielmo II.
Lo studio prima e il suo restauro dopo erano durati quattro anni, voluti dall’arcivescovo di Monreale, Mons. Michele Pennisi, e da Don Nicola Gaglio, Arciprete parroco del Duomo di Monreale.
L’intervento, eseguito dal Prof. Gaetano Correnti per conto della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Palermo e cofinanziato dalla Fondazione Sicilia, è stato molto complesso. Il Crocifisso è stato smontato e poi rimontato per permettere una migliore ricostruzione delle parti lesionate.
Si tratta di un’opera monumentale. Una scultura lignea policroma alta 2,70 metri, l’apertura delle braccia raggiunge la lunghezza di 2,25 metri. Il suo autore è ignoto, ma certamente riconducibile alla scuola romana. Il Crocifisso, a giudicare dalle fattezze anatomiche, risente degli studi fatti da Michelangelo.
L’opera venne commissionata dal Cardinale Arcivescovo Ludovico II De Torres nel fine ‘500, testimonianza del mecenatismo artistico del De Torres.
Il crocifisso prima dell’intervento di recupero era alloggiato nella cappella di San Paolo, è stato quindi tolto dalla sua croce nel 1217 e portato all’interno della cappella di San Benedetto, in vista del restauro. Il 15 marzo 2021 è stato riportato in cattedrale ed esposto temporaneamente nella stessa cappella.
La sua perfezione anatomica e la sua drammatica bellezza potranno essere ammirati sino al 10 gennaio a Villa Zito, immerso tra le immagini, i suoni e gli odori del duomo di Monreale, grazie a una video installazione realizzata per l’occasione dalla GSTUDIO ADV.
Il Crocifisso del Duomo di Monreale, 27 settembre una giornata di studio
Tre anni di restauro, rientra al Duomo di Monreale il monumentale Crocifisso