Aveva scoperchiato gli affari dei corleonesi, Monreale ricorda l’omicidio del cap. Mario D’Aleo

38 anni fa la mafia uccise il Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo, comandante della compagnia di Monreale, il suo autista, carabiniere Pietro Morici, e l'appuntato Giuseppe Bommarito

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Questa mattina si è tenuto a Monreale il ricordo dell’assassinio del capitano Mario D’Aleo e dei Carabinieri Giuseppe Bommarito e Pietro Morici.

38 anni fa, in via Scobar, la mafia uccise il Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo, comandante della compagnia di Monreale, il suo autista il carabiniere Pietro Morici e l’appuntato Giuseppe Bommarito.

D’Aleo venne assassinato perché con le sue indagini aveva toccato da vicino, come il capitano Emanuele Basile, gli affari dei corleonesi. Quella sera l’appuntato Bommarito volle accompagnare il suo capitano perché già intuiva il pericolo che incombeva. 

L’Arma dei Carabinieri monrealese ha pagato un grande tributo in difesa dei valori di libertà, legalità e giustizia.

Emanuele Basile venne ucciso la notte del 4 Maggio del 1980 al culmine dei festeggiamenti del SS. Crocefisso di Monreale, mentre rientrava in caserma, con in braccio addormentata la sua piccina Barbara e accanto alla moglie.

Ricordiamo anche i giovani carabinieri uccisi di Monreale. Francesco Sassano, Rosario Pietro Giaccone e Domenico Intravaia, ucciso dal terrorismo a Nassiriya.

“Nel 38° anniversario del barbaro assassinio del Capitano dei Carabinieri Mario D’Aleo e dei Carabinieri Giuseppe Bommarito e Pietro Morici – ha dichiarato il presidente del consiglio Marco Intravaia – Monreale li ha ricordati con la deposizione di un cuscino di fiori ai piedi della lapide commemorativa. Il loro sacrificio, insieme a quello dei tanti servitori dello Stato caduti per mano della mafia, resta un esempio e un monito per le nuove generazioni”.

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